Dino Savoldi ha fatto il punto della situazione dopo le due medaglie d’argento conquistate dall’Italia ai Mondiali di ciclismo su pista
Al termine della finale dell’inseguimento a squadre maschile, il commissario tecnico dell’endurance ha voluto fare chiarezza sul significato di questo secondo posto conquistato sul velodromo di Shanghai.
La formazione azzurra, composta da Filippo Ganna, Francesco Lamon, Alessio Magagnotti e Jonathan Milan, ha chiuso la prova con un tempo di 3 minuti, 45 secondi e 596 millesimi, incassando la superiorità della Danimarca, capace di fermare i cronometri a 3 minuti, 40 secondi e 865 millesimi.
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Secondo il tecnico, tale divario cronometrico certifica semplicemente di aver incrociato una compagine attualmente più solida e performante: “È un risultato giusto, perché abbiamo incontrato una squadra nettamente più forte. Per noi è un gran bel punto di partenza – ha detto -. Se prima del Mondiale mi avessero chiesto di firmare per una medaglia d’argento, non ci avrei pensato neanche un decimo di secondo“.
L’Italia riparte da due medaglie d’argento e grandi ambizioni
Questa prestazione mondiale non è un punto di arrivo, bensì una solida base su cui edificare il futuro. L’obiettivo primario, da oggi in poi, sarà capitalizzare questa preziosa esperienza per innescare un ulteriore e decisivo salto di qualità.
La sfida che attende gli azzurri consiste nel preservare la competitività dimostrata e lavorare metodicamente per colmare il gap tecnico con le nazioni che, al momento, dettano la legge in questa affascinante e velocissima specialità del ciclismo su pista internazionale, guardando con ottimismo alle prossime sfide olimpiche.









