Il tennis, il padel e il badminton condividono l’essenza di uno sport con racchetta e rete, ma divergono su regole, attrezzatura e diffusione. In questo confronto vediamo cosa li avvicina, cosa li separa e perché il badminton spesso resta l’“intruso” nelle dinamiche di popolarità e scommesse.
Tennis e padel hanno molto in comune: entrambi si giocano con racchette (seppure diverse), su campi rettangolari divisi da una rete e possono essere disputati in singolo o doppio. Anche il sistema di punteggio è simile e la logica dei colpi (volée, smash, drop) è condivisa, quindi molti principi tecnici sono trasferibili da uno all’altro.
Padel vs tennis: principali differenze tecniche
La differenza più evidente è il campo: il padel è più piccolo e circondato da pareti che entrano nel gioco, mentre il tennis ha spazi aperti. Le racchette da padel sono solide, senza corde, e la palla ha pressione minore rispetto al tennis, il che modifica rimbalzi e tempi di gioco. Anche la battuta è diversa: nel padel la palla deve rimbalzare prima di essere colpita, nel tennis si serve al volo
Il padel è cresciuto rapidamente perché è intuitivo, sociale e richiede meno tecnica di base rispetto al tennis; bastano pochi minuti per divertirsi e fare partita. Questo lo ha reso amatissimo nei circoli e tra gruppi di amici, favorendo un’espansione esponenziale dei campi.
Il tennis rimane uno sport completo e poliedrico: si gioca su diverse superfici (terra, erba, cemento), richiede resistenza, tecnica e tattica individuale e conserva un circuito professionistico di grande visibilità. La pallina può rimbalzare e il gioco contempla scambi lunghi e variazioni strategiche che fanno del tennis uno sport estremamente competitivo.
Badminton: l’intruso poco considerato
Il badminton è spesso visto come l’intruso rispetto ai due precedenti: gioca indoor, usano il volano (shuttlecock) e racchette molto leggere, richiede riflessi fulminei e scatti continui. Un altro fattore differenziante è la scarsa popolarità: oltre ad essere poco seguito dal grande pubblico, almeno in Italia, il badminton rimane largamente ignorato anche nel mondo delle scommesse. Sì, perché, a parte bet365, sono pochissimi i bookmaker che offrono mercati regolari sul badminton, quindi la disciplina rimane marginale nei palinsesti.
Inoltre rispetto a tennis e padel, il badminton non prevede rimbalzi: il volano non può toccare il pavimento e i punti sono rapidissimi; il sistema di punteggio moderno arriva a 21 punti per set e richiede grande esplosività. Le racchette sono più lunghe e leggere, le scarpe sono non-marking e pensate per scatti laterali rapidi.
Somiglianze pratiche e trasferibilità delle abilità
Tutti e tre gli sport richiedono coordinazione occhio-mano, tempismo, sensibilità nella presa e capacità di leggere l’avversario; colpi come smash, drop e gioco a rete sono utili in ogni disciplina, anche se modulati diversamente. Per chi si avvicina a uno dei tre, sapere la tecnica di base accelera l’apprendimento degli altri.
In definitiva, la scelta tra tennis, padel e badminton dipende da cosa cerchi: competizione e tradizione (tennis), socialità e accessibilità (padel), velocità e riflessi (badminton). Tutti offrono benefici fisici e divertimento, ma la differenza principale resta la popolarità e l’offerta commerciale, che premia in modo diverso ciascuna disciplina.









