L’Italia dei record strega Tokyo con un capolavoro storico

La 4x100 d'oro ai Giochi Olimpici di Tokyo - Foto Pagliaricci/GMT

Il record è servito. L’Italia Team raggiunge quota 38 medaglie a Tokyo e supera il precedente primato di podi, 36, stabilito a Los Angeles 1932 ed eguagliato a Roma 1960. E lo fa in modo spettacolare, con tre fantastici ori nella terzultima giornata dei Giochi. Se nella prima settimana, tradizionamente favorevole ai colori azzurri, la spedizione tricolore sembrava stregata dalla maledizione dell’oro, appena due in otto giorni, nella seconda parte dell’Olimpiade tutto è improvvisamente cambiato, fino all’apoteosi odierna con tre vittorie firmate da Antonella Palmisano nella 20 km di marcia, da Luigi Busà nel karate e dall’incredibile staffetta 4×100 dell’atletica leggera. Per l’Italia adesso gli ori sono dieci, altrettanti gli argenti e 18 i bronzi per una straordinaria settima posizione nel medagliere tradizionalmente inteso ma anche nel conto totale dei podi, addirittura davanti alla Germania. E a completare il capolavoro tricolore c’è un altro dato eloquente: l’Italia ha conquistato medaglie in ben 17 discipline differenti, segno dell’ottimo stato di salute del nostro sport.

La prima impresa del giorno è stata firmata dall’atletica. Al Sapporo Odori Park la pugliese Antonella Palmisano ha emulato il corregionale Massimo Stano, conducendo una gara di testa con grande personalità e, ventiquattro ore dopo il compagno di squadra, tagliando per prima il traguardo. “Massimo mi ha fatto piangere, mi ha fatto venire i brividi e mi ha dato una carica pazzesca – ha ammesso una emozionata Palmisano – E poi e’ arrivato tutto sulla scia dei successi di Jacobs e Tamberi e anche della nazionale di calcio: e’ un periodo magico per l’Italia. Penso che rivedrò la gara, ancora non mi rendo conto di quello che ho fatto. Oggi e’ il giorno del mio 30° compleanno e volevo che tutti i sacrifici fatti in questi anni venissero ripagati. Sono molto contenta: ho rischiato di non essere in Giappone a causa di un infortunio e invece sono qui e ho fatto un’impresa”. Ha fatto un’impresa anche Luigi Busà. Favorito alla vigilia nel torneo di Kumite, categoria -75 kg, il siciliano non è partito bene nel girone B, sconfitto dal kazako Azhikanov, ma ha saputo reagire, soffrendo e battendo il tedesco Bitsch prima di vincere lo scontro decisivo per la qualificazione contro il forte azero Aghayev.

Poi Busà è diventato imbattibile: vittoria in semifinale sull’ucraino Horuna e bis in finale contro Aghayev. “Oggi mi sentivo bene ma all’inizio non mi sono espresso al meglio – ha confessato il siciliano – Poi mi sono ripreso. La semifinale è stata grandiosa, la finale magica contro il rivale di una vita. Se è un sogno lasciatemi sognare perché per me è stato un anno incredibile, quasi folle: magari un giorno lo racconterò, per me questa vittoria vale doppio”. Con il record ormai raggiunto, nella tarda serata giapponese si è materializzato un nuovo miracolo: la 4×100 lanciata da Lorenzo Patta, trascinata da Marcell Jacobs e traghettata al meglio verso l’ultima frazione da Eseosa Desalu, ha trovato in Filippo Tortu l’eroe perfetto, con una rimonta al fotofinish sul britannico Nethaneel Mitchell-Blake e un oro davvero storico. “La cosa più bella è che prima di entrare abbiamo fatto il nostro saluto e abbiamo deciso di vincere questa medaglia d’oro”, ha esultato Jacobs.

“E’ l’emozione piu’ bella che si possa immaginare e sognare – ha ammesso Tortu – Al traguardo non potevo credere che fosse tutto vero e invece era così. Quando ho visto ‘Italia’ sul tabellone nemmeno ho guardato il tempo, che è stratosferico: stanotte non riuscirò a chiudere occhio, la cosa più bella sarà cantare l’inno domani sul podio”. In una giornata incredibile per gli azzurri, la delusione più grande è arrivata da Frank Chamizo, che nel torneo di lotta libera, categoria -74 kg, non è riuscito a ripetere il bronzo conquistato a Rio. Le speranze della lotta libera sono ora riposte in Abraham Conyedo Ruano nella categoria 97 kg: sconfitto nei quarti dall’americano, domani proverà a farsi strada nel ripescaggio sognando un bronzo. È andata invece molto vicina al podio Alice Sotero nel pentathlon moderno: nell’ultima prova, la laser run, l’azzurra ha recuperato fino al 2° posto prima di cedere nel finale a causa di qualche errore di troppo al tiro. Bene infine Milena Baldassarri nelle qualificazione dell’all around individuale di ginnastica ritmica: la 19enne di Ravenna ha chiuso al 6° posto e domani disputerà la finale, mentre è stata eliminata Alexandra Agiurgiuculese.

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani