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Olimpiadi 2026 Milano-Cortina

Snoop Dogg è il “coach” più cool di MiCo26, tra neve, meme e freestyle olimpici

Olimpiadi Invernali Milano Cortina
Snoop Dogg - SportFace (IPA-AGENCY)

A Milano Cortina 2026 mancava solo lui. E infatti è arrivato. Con passo felpato, occhiali scuri, sorriso largo e quella capacità unica di trasformare qualsiasi cosa – anche una gara di sci nordico alle 8 del mattino – in uno show.
Snoop Dogg è uno dei personaggi simbolo di queste Olimpiadi Invernali. Non gareggia, non allena davvero, non tira su slittini né pattini, ma riesce comunque a prendersi la scena. Ufficialmente è “coach onorario” del Team USA e volto della copertura NBC. In pratica è il collante pop tra sport, intrattenimento e social network.

“Snow Dogg” sbarca sulle Olimpiadi

Appena arrivato tra Milano e Cortina, ha fatto capire il tono della sua missione. In un post Instagram davanti alle montagne innevate ha scritto: “From Long Beach to the long snow. Snow Dogg in the building”.
Tradotto: dalla California alle Dolomiti il passo è breve, se hai 80 milioni di follower pronti a seguirti anche su una pista da bob.
In un altro video, mentre provava (con risultati discutibili) a camminare con gli scarponi da neve, ha scherzato:
Man, this ice ain’t playing. Respect to the athletes“!
Rispetto agli atleti, certo. Ma anche agli organizzatori, che si sono ritrovati un fenomeno globale capace di rendere virale pure un corridoio del villaggio olimpico.

Il coach che non allena ma motiva

Il ruolo di “allenatore onorario” del Team USA è più simbolico che tecnico, ma Snoop lo interpreta a modo suo. Tra un selfie con gli atleti e una comparsata in tribuna, ha pubblicato una foto con alcuni olimpionici scrivendo:
Gold mindset only. We slide, we glide, we ride“. Motivazionale? Sì. Tecnico? Non proprio. Ma nell’era in cui le Olimpiadi si giocano anche su TikTok e Instagram, l’impatto conta quanto un cronometro.
E così Milano Cortina 2026 diventa anche questo, non solo medaglie e record, ma meme, reaction, storytelling. E su questo terreno Snoop è campione olimpico senza rivali.

Telecronache, freestyle e ironia

Negli spazi dedicati alla copertura americana, il rapper si diverte a commentare con il suo stile inconfondibile. Dopo una gara di snowboard ha scritto su X:
They flyin’ like it’s GTA on snow. This ain’t human!”
Esagerato? Sempre. Ma efficace. Perché riesce a raccontare discipline spesso considerate di nicchia con un linguaggio pop, immediato, globale.
Il risultato è un pubblico più ampio, più giovane, più curioso. Anche chi non saprebbe distinguere uno skeleton da uno slittino ora guarda un video olimpico perché c’è la reaction di Snoop.

L’effetto Milano Cortina

Per l’Italia ospitante, la presenza di una personaggio come lui è una vetrina straordinaria. Ogni suo post con le Alpi sullo sfondo, ogni story dalla cerimonia d’apertura, ogni battuta sulla “Italian vibe” diventa promozione turistica indiretta. In un reel girato tra Milano e Cortina ha scritto: “Italy got that flavor. Pasta, passion and powder snow.”
Pasta, passione e neve fresca, sintesi perfetta dello spirito dei Giochi.

Più di una mascotte pop

Ridurre tutto a folklore sarebbe un errore. La presenza di Snoop Dogg racconta una trasformazione precisa. Le Olimpiadi non sono più solo competizione, ma anche narrazione globale. E in questa narrazione serve chi sappia parlare a pubblici diversi.
Milano Cortina 2026 ha trovato nel rapper californiano un ambasciatore atipico ma potentissimo. Non porta medaglie nel medagliere, ma porta click, visualizzazioni, conversazioni. E oggi, nel grande palcoscenico olimpico, anche questo conta.
Tra una staffetta e una finale di snowboard, c’è sempre spazio per un freestyle. E se a farlo è Snoop Dogg, lo show è garantito.

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