Dal’11° posto dopo il salto al miglior tempo nel fondo: sfuma il podio ma resta una prova gigantesca. Oro alla Norvegia, Finlandia argento, Austria bronzo. Oftebro firma il tris olimpico.
Rimonta azzurra da applausi
Clamoroso quarto posto per l’Italia nella Team Sprint di combinata nordica ai Giochi di Milano-Cortina 2026. Samuel Costa e Aaron Kostner partivano dall’undicesima posizione dopo il segmento di salto, ma nella frazione di fondo hanno costruito una rimonta straordinaria, facendo segnare il miglior tempo sugli sci stretti.
Una prova di carattere, ritmo e lucidità che ha riportato gli azzurri a ridosso del podio. Il sogno medaglia si è fermato a pochi secondi, ma la prestazione resta tra le più belle della spedizione italiana nel nordico.
Per Samuel Costa è stata anche l’ultima gara della carriera: un’uscita di scena combattiva, con una rimonta che profuma di orgoglio.
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Podio: Norvegia oro, Finlandia e Austria completano la festa
La medaglia d’oro va alla Norvegia, che chiude davanti alla Finlandia (argento) e all’Austria (bronzo). Italia quarta, davanti a squadre di grande tradizione, al termine di una gara condotta con grande aggressività nella parte decisiva.
Il rammarico resta, perché con qualche metro in meno da recuperare dopo il salto la lotta per il podio sarebbe stata concreta fino all’ultimo cambio.
Oftebro nella leggenda: tre ori su tre
La giornata è però anche quella di Jens Luraas Oftebro. Il norvegese completa un’impresa storica conquistando il terzo oro su tre gare nella combinata nordica a Milano-Cortina 2026.
Dopo i successi nelle due prove individuali (Normal Hill e Large Hill), arriva anche l’oro nella Team Sprint. Un tris che lo consacra volto simbolo di questi Giochi e lo proietta tra i più grandi di sempre della disciplina.
Italia, segnali forti per il futuro
Se il podio è sfumato, resta la certezza di un’Italia competitiva nel fondo, capace di costruire il miglior parziale sugli sci e di lottare con le potenze nordiche.
Un quarto posto che vale molto più di quanto dica la classifica.








