La squalifica di Vladyslav Heraskevych è destinata a far discutere: l’atleta ucraino non potrà partecipare per via del casco dedicato alle vittime in Ucraina
Quando un messaggio conta più delle Olimpiadi. Non sono solo la manifestazione sportiva più importante al mondo, ma anche il modo per lanciare dei segnali di matrice sociale, una vetrina sull’intero pianeta e i suoi equilibri.
Gli atleti lo sanno bene e portano in gara tutto quello che sono e in cui credono. L’ha fatto anche Vladyslav Heraskevych, che è stato squalificato dalla gara di skeleton che oggi si prende la scena alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.
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Il motivo è la scelta dell’atleta di indossare un casco ‘speciale’ che presenta i volti di ventuno sportivi uccisi nel corso degli ultimi anni durante la guerra in Ucraina. Il 27enne è stato anche portabandiera durante la Cerimonia d’Apertura e, pur conoscendo bene il regolamento, ha scelto di dare la precedenza al momento del suo Paese. Heraskevych ha già partecipato ai Giochi di PyeongChang 2018 e Pechino 2022.
La decisione del CIO di squalificare Heraskevych
Il Comitato Olimpico Internazionale non aveva altra scelta, dato che “ogni tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale”, come si legge nella regola 50 della Carta Olimpica, prevede la squalifica.

Heraskevych ha deciso di indossare il casco per le vittime in Ucraina ed è stato squalficato (IPA Agency) – Sportface.it
Heraskevych si è difeso dicendo di non voler sorpassare nessuna regola o di veicolare messaggi di tipo politico, ma solo di voler onorare la memoria di atleti uccisi, ottenendo anche il supporto dal presidente Volodymyr Zelensky. Ma la sostanza non è cambiata, nonostante potesse lottare anche per una medaglia.
Heraskevych non è nuovo a questo tipo di gesti, dato che a Pechino 2022 aveva esibito la scritta ‘No alla guerra in Ucraina’.









