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Olimpiadi 2026 Milano-Cortina

Milano-Cortina 2026, Malagò esalta l’Italia: “Sei medaglie in 24 ore resteranno nella storia”

Giovanni Malagò
Il discorso di Giovanni Malagò alla cerimonia di Milano-Cortina 2026 (IPA Agency) - sportface.it

Il presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò, commenta a Radio Anch’io Sport la giornata storica dello sport azzurro ai Giochi: sei medaglie in 24 ore e una multidisciplinarità che pesa nel medagliere.

Una giornata destinata a restare nella memoria dello sport italiano. Ai Giochi di Milano Cortina 2026, l’Italia ha vissuto 24 ore straordinarie, conquistando sei medaglie in una sola giornata, un risultato che certifica la crescita e la solidità del movimento azzurro.

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A sottolinearne il valore è stato Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1.

“Sei medaglie in 24 ore resteranno nella storia”

“Ieri è stata una giornata incredibile: sei medaglie in 24 ore alle Olimpiadi invernali rimarranno nella storia. Incredibile la multidisciplinarietà delle medaglie.”

Un bottino composto da un argento e cinque bronzi, che proietta l’Italia ai vertici del medagliere in questa fase dei Giochi.

“Siamo terzi ora – aggiunge – anche se la strada è ancora lunghissima. Per quantità di medaglie saremmo straprimi. Sono sempre stato dell’idea che la forza di un Paese la si vede in quante medaglie di sport diversi riesci a guadagnare, non necessariamente quelle d’oro”.

Le ragioni del successo azzurro

Malagò individua tre elementi chiave alla base dei risultati ottenuti dall’Italia:

“Una domanda che mi fanno molti colleghi in giro per il mondo da molto tempo. Ho tre risposte: su quel materiale umano che abbiamo noi sappiamo lavorare particolarmente bene. La professionalità del Coni, di primo livello assoluto. E poi abbiamo tecnici formati molto bene, con corsi e strutture di base su percorsi di crescita agonistica che fanno la differenza”.

Il caso Brignone e le prospettive

Il presidente ha poi commentato il decimo posto di Federica Brignone, sottolineandone la forza mentale:

“Impressionante la lucidità di Federica, anche nelle dichiarazioni. Le ho fatto i complimenti. Ha dimostrato di essere oggettivamente una fuoriclasse. Arrivare decimi in quel contesto di complessità mentali oltre che fisiche onestamente lascia bene sperare per SuperG e Gigante”.

Cerimonia a San Siro e Olimpiadi diffuse

Non manca un passaggio sulla cerimonia e sulla scelta di un format diffuso, nonostante l’assenza degli atleti allo stadio:

“Vero, ma – spiega Malagò – l’alternativa era concentrare in un unico posto le delegazioni. E questo implicava due aspetti: chi stava a Livigno o Cortina doveva viaggiare la notte e magari poi il giorno dopo aveva le gare. E poi dovevamo valorizzare il concetto di Olimpiadi diffuse”.

Infrastrutture e futuro

Malagò ha toccato anche il tema delle infrastrutture, chiarendo il ruolo del Comitato organizzatore:

“La grande rimonta sulle strutture c’è stata, sulle infrastrutture molte cose dovranno essere completate in futuro. Per quelle opere il Comitato organizzatore non c’entra nulla”.

E aggiunge:

“Noi siamo sempre stati al fianco di chi le ha volute e di chi le ha portate avanti. A Roma nel 1960, l’aeroporto di Fiumicino, oggi considerato il miglior aeroporto d’Europa, è stato completato ben oltre l’Olimpiade. Non voglio dare giustificazioni, ma due anni di Covid e le guerre hanno condizionato tutto questo. L’importante è che sono state cantierate e che miglioreranno la vita dei cittadini, non solo degli sportivi”.

La ferita di Roma 2024

Infine, uno sguardo al passato e alla mancata assegnazione dei Giochi del 2024 a Roma:

“Eh questa è una bella domanda. Bisogna sempre guardare avanti, sennò non ci si migliora. La ferita è completamente rimarginata. Ma, se uno va a guardare, la ferita c’è”.

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