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Olimpiadi 2026 Milano-Cortina

La maledizione olimpica di Roland Fischnaller: un gigante senza medaglie a cinque cerchi

Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 Snowboard
Mandatory Credit: Photo by Action Press/Shutterstock (16528004q) Roland FISCHNALLER, ITA, bib number 27, Action Foto?, Men's Parallel Giant Slalom Qualification at Snowboard Olympic Winter Games 2025-26 in Milano-Cortina, Italy, 2026-02-08, Credit: action press Naoki Morita Snowboard Olympic Winter Games 2025-26 in Milano-Cortina, Italy, Livigno - 08 Feb 2026

Sette Olimpiadi, zero podi. A Milano-Cortina 2026 l’ennesima occasione sfumata per Roland Fischnaller, fuoriclasse dello snowboard parallelo mondiale ma ancora una volta tradito dai Giochi.


Ci sono carriere che sfidano ogni logica statistica. Quella di Roland Fischnaller è una di queste. Un campione assoluto dello snowboard parallelo, capace di vincere tutto nel corso di oltre vent’anni di attività, ma che alle Olimpiadi continua a inciampare, come se i cinque cerchi rappresentassero un confine invalicabile.

Anche a Milano-Cortina 2026, davanti al pubblico di casa e su una pista giudicata da tutti come una delle più belle mai viste, il copione non è cambiato. Fischnaller si è fermato ai quarti di finale dello slalom gigante parallelo, eliminato dal sudcoreano Kim Sangkyum dopo un errore nel tentativo di rimonta. Un dettaglio, forse. Ma nello snowboard parallelo, disciplina che si decide sui centesimi, ogni sbavatura diventa una condanna.

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Il peso del momento si è fatto sentire tutto insieme: la tensione del grande evento, la pressione di gareggiare in casa, la consapevolezza che questa potesse essere l’ultima vera occasione olimpica. A 45 anni, immaginare un ritorno ai Giochi del 2030 appare più un esercizio di fantasia che una prospettiva concreta.

Eppure i numeri raccontano un paradosso clamoroso. Fischnaller vanta sette medaglie mondiali, di cui due d’oro, una Coppa del Mondo generale di parallelo, tre Coppe del Mondo di slalom parallelo e altre tre di slalom gigante parallelo. Solo nell’ultimo inverno aveva confermato di essere ancora competitivo ai massimi livelli, vincendo tappe di Coppa del Mondo e presentandosi ai Giochi con il pettorale numero uno dopo le qualificazioni.

Alle Olimpiadi, però, la storia è sempre stata diversa. Dal debutto a Salt Lake City 2002 fino a Milano-Cortina 2026, passando per Torino, Vancouver, Sochi, PyeongChang e Pechino, il miglior risultato resta un quarto posto. Un’anomalia difficile da spiegare per un atleta che ha costruito la propria carriera sulla continuità e sulla capacità di esaltarsi nei grandi appuntamenti.

Nel dopo gara non c’è stata rabbia, ma una delusione quasi rassegnata. Fischnaller ha parlato di energie consumate troppo presto, di una squadra che fatica a gestire i momenti decisivi, di una mentalità che nei grandi eventi non riesce a trasformare la presenza in ambizione di vittoria. Parole lucide, forse amare, che raccontano più di qualsiasi statistica il peso di un’occasione mancata.

Resta il rispetto per un atleta che ha dato tutto, ancora una volta, e che lascia Livigno senza la medaglia sognata ma con una carriera che, al di fuori del perimetro olimpico, resta immensa. La maledizione a cinque cerchi non cancella ciò che Roland Fischnaller è stato e continua a essere: uno dei più grandi interpreti dello snowboard parallelo di sempre.

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