Un voto pieno, anzi pienissimo. Luciano Buonfiglio, al primo bilancio da presidente del Coni, promuove senza esitazioni l’Olimpiade di Milano Cortina 2026. «Sono state Olimpiadi da trenta e… lode», dice a Tuttosport.
Italia, 30 medaglie conquistate e quarto posto nel medagliere
Trenta come le medaglie conquistate dall’Italia, la lode «per aver mostrato al mondo la nostra capacità organizzativa e di fare sistema: in questi Giochi ha funzionato tutto».
Il numero uno dello sport italiano sottolinea come non fosse semplice gestire «la prima Olimpiade diffusa della storia», garantendo pari supporto a 196 atleti (103 uomini e 93 donne). Eppure il risultato è stato centrato: 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi. Successi che, ricorda Buonfiglio, hanno risposto idealmente all’invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che a inizio anno aveva chiesto di arricchire la storia della Repubblica attraverso lo sport. «È stato molto presente, all’apertura e sui campi di gara, sempre affettuoso e competente».
È stata l’Olimpiade delle prime volte. Tutti e quattro i portabandiera sono andati a medaglia: da Pellegrino e Fontana a Milano, fino a Brignone e Mosaner a Cortina. E lo stesso era accaduto alle atlete presenti a Losanna nel giorno dell’assegnazione dei Giochi. Un segnale, secondo il presidente del Coni, della solidità del movimento. Anche economica: «Abbiamo totalizzato il record assoluto di premi in denaro che siamo ben felici di pagare. È un riconoscimento agli atleti e un messaggio ai giovani».
Allargando l’orizzonte ai risultati estivi di Parigi, Buonfiglio osserva che l’Italia è «tra i primi quattro Paesi al mondo». Le medaglie, aggiunge, sono arrivate nel range di performance preventivato: c’era la consapevolezza di poter salire sul podio in tutte le discipline.
Il successo organizzativo apre ora una domanda inevitabile: si può pensare anche a un’Olimpiade estiva? La risposta è prudente. «Una candidatura deve essere condivisa. Serve una squadra che porti avanti un progetto. Siamo pronti ma non possiamo permetterci di solo sognare: i sogni si realizzano a occhi aperti». Un messaggio chiaro: ambizione sì, improvvisazione no.
Bonfiglio sul futuro del Coni
Guardando al futuro, la linea di Buonfiglio è netta: «Continuare a porre l’atleta al centro e fare sistema». Il presidente rivendica la vicinanza del governo allo sport e chiede strumenti e programmi pluriennali, a partire dalla scuola, per consolidare l’eccellenza. A caldo non individua errori evidenti, ma promette un’analisi per «alzare ancora l’asticella».
L’eredità non sarà solo nelle medaglie. Buonfiglio insiste sull’immagine di compattezza offerta dal sistema sportivo italiano anche in vista di Los Angeles 2028. «Dovremo lavorare con attenzione, con rispetto e ascoltando chi ne sa di più».










