Il brasiliano domina anche la seconda manche e scrive una pagina storica per il suo Paese. Svizzera beffata dopo aver sognato la tripletta. Franzoni chiude 24°, Vinatzer fuori mentre stava volando.
Oro storico per il Brasile, Odermatt si ferma all’argento
A Bormio va in scena una delle storie più clamorose di queste Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Lucas Pinheiro Braathen conquista l’oro nel gigante maschile e regala al Brasile una vittoria destinata a restare negli annali degli sport invernali.
Partito con un vantaggio pesantissimo dopo la prima manche, il brasiliano gestisce la pressione nella seconda frazione tracciata dallo svizzero Helmut Krug. Quando scende per ultimo, sa di avere 95 centesimi da difendere su Marco Odermatt. Ai primi due intermedi è addirittura in vantaggio: +0.68 al primo, +0.67 al secondo. Non sbaglia nulla, resiste al ritorno degli svizzeri e chiude con 58 centesimi di margine sul campione elvetico.
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La Svizzera, che pregustava una tripletta, deve accontentarsi dell’argento di Odermatt (+0.58) e del bronzo di Loïc Meillard (+1.17), con Thomas Tumler quarto. Per Odermatt è una delusione pesante: chiude queste Olimpiadi senza ori.
Finale in crescendo e condizioni difficili
La seconda manche si sviluppa in condizioni complicate. Nevica a Bormio, la pista rallenta, lo scenario è spettacolare ma selettivo. Nei primi pettorali si alternano in testa Marco Schwarz e Joan Verdù, poi Atle Lie McGrath accende la lotta per il podio, fino all’ingresso nel vivo con gli ultimi cinque.
Tumler firma una grande manche e balza davanti, Meillard risponde e si mette in testa, poi è il turno di Odermatt che chiude con 59 centesimi su Meillard. Sembra l’inizio della festa elvetica. Ma Braathen riscrive il copione.
Franzoni miglior azzurro, Vinatzer spreca
Per l’Italia è una giornata amara. Il miglior azzurro è Giovanni Franzoni, 24° a +4.13. Il bresciano disputa una seconda manche solida, addirittura la migliore in quel momento quando scende, con 1.03 di vantaggio al primo intermedio e quasi un secondo al secondo. Per un attimo vola in testa con quasi un secondo di margine. Poi, con il passare dei big e il peggiorare delle condizioni, scala fino alla 24ª posizione finale.
Il grande rimpianto porta il nome di Alex Vinatzer. L’azzurro parte con l’obiettivo di attaccare per provare a recuperare sul podio, distante 82 centesimi. Al primo intermedio è avanti di 59 centesimi, sta sciando fortissimo, ma in una curva verso destra perde l’equilibrio e scivola. Un errore nel momento chiave, mentre stava costruendo una manche da medaglia.
Fuori anche Fabian Gratz prima di lui. Le condizioni diventano sempre più difficili, la nevicata fitta complica la lettura del tracciato.
La classifica finale
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Lucas Pinheiro Braathen (Brasile)
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Marco Odermatt (Svizzera) +0.58
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Loïc Meillard (Svizzera) +1.17
Una vittoria che profuma di storia. E una Svizzera che, dopo aver sognato il dominio totale, resta con l’amaro in bocca.










