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MotoGP: nel 2027 arriva il cannibale Bulega, ma il futuro resta un rebus

Bulega
SBK 2025, trionfa Bulega in Gara 2: è successo di tutto nel finale (screen Instagram Bulega) - Sportface.it

Nel 2027 Nicolò Bulega debutterà in MotoGP, completando la schiera dei talenti azzurri nati a fine anni 90. Il motociclismo italiano scopre però un preoccupante vuoto nelle generazioni successive.

L’esordio di Bulega e i campioni degli anni 90

Bulega in MotoGP. Come annunciato, l’attuale leader del Mondiale Superbike (nato nel 1999) sarà l’unico rookie tricolore in MotoGP per il 2027. Con 27 anni da compiere a ottobre, Nicolò si unisce alla generazione d’oro del motociclismo italiano. Con ogni probabilità, infatti, Bulega dovrebbe correre con il team VR46 fondato da Valentino Rossi nella prossima stagione.

Il suo percorso ha affrontato ostacoli formativi per poi esplodere nelle derivate di serie, allineandosi a livello anagrafico ai connazionali della classe regina.

Troverà Francesco Bagnaia, Enea Bastianini e Luca Marini (1997), oltre a Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio (1998). Tuttavia, mentre questo gruppo esprime un potenziale di vertice, i problemi emergono tra i nati nel nuovo millennio, dove il ricambio si è di colpo arrestato. Celestino Vietti (2001) corre da 6 anni in Moto2 senza il ritmo necessario per il salto di categoria. Per Tony Arbolino (2000) le porte del mondiale maggiore sono chiuse, mentre Yari Montella (2000) brilla tra le derivate. Il quadro include oggi poi i piloti classe 2004 come Matteo Bertelle e Alberto Surra che corrono tra Moto3 e Superbike. Magari potrebbero avere buone carriere, ma l’approdo in MotoGP ad oggi appare attualmente irrealistico.

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MotoGP: nel 2027 arriva il cannibale Bulega, ma il futuro resta un rebus

Le incognite del futuro e il talento di Pini

Dunque, dal quadro emerge un clamoroso e preoccupante scenario. Seppur avendo tanta curiosità per l’arrivo di Bulega nella classe regina, resta un grosso vuoto alle sue spalle.

Il divario tra i campioni attuali e le nuove promesse è di 10 anni. Per individuare un profilo con reali prospettive bisogna guardare a Guido Pini, toscano di 18 anni, vera speranza per il futuro a lungo termine. Nessuno garantisce che diventerà il nuovo dominatore al pari di Bagnaia, e il rischio che si fermi al ruolo di pilota competitivo solo nelle serie minori, come accaduto a Vietti, esiste.

Tuttavia resta il rischio che piloti i fine anni 90 rappresentino l’ultima fioritura azzurra prima del buio, in un momento non semplice per la MotoGP in Italia che, smaltita la “sbornia” Rossi, che ha fatto innamorare tanti giovani di questo sport, potrebbe pagare un periodo di magra senza eguali.

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