La riorganizzazione della Nazionale italiana è ufficialmente partita, durante la prossima settimana potrebbe essere annunciato il nuovo ct, salgono le quotazione di Andrea Pirlo.
Il nuovo asse a Milano e il rientro di Buffon
Il nuovo assetto del Club Italia continua a tenere banco in FIGC. La Federazione lavora per risollevare la Nazionale azzurra, che oggi occupa il 15 posto nel ranking FIFA. Secondo le indiscrezioni, il piano Maldini incliderebbe l’apertura di una nuova sede operativa a Milano, direttamente negli uffici della Lega Serie A, per snellire i rapporti quotidiani con le varie società.
Giovanni Malagò ha assegnato la direzione tecnica a Paolo Maldini, che ha già cominciato a lavorare in sintonia con Leonardo, nominato advisor del progetto. In questo organigramma starebbe prendendo forma anche il rientro di Gianluigi Buffon con un ruolo inedito e centrale. L’ex portiere ha lasciato la Federazione dopo la clamorosa mancata qualificazione mondiale, ammettendo anche le proprie colpe per aver sostituito Luciano Spalletti con Gennaro Gattuso.
Ora, i vertici federali starebbero pensando alla sua presenza a lui mossa fondamentale per modernizzare le dinamiche direttive del Club Italia e costruire un modello di gestione innovativo, modificando radicalmente sia gli interpreti che i metodi di lavoro.
Il duro scontro per il prossimo commissario tecnico
Il problema principale in queste ore riguarda esclusivamente la nomina del ct. Nelle ultime ore sembrerebbe registrarsi la prima frattura tra la nuova area tecnica e la stessa FIGC. Paolo Maldini avrebbe indicato Andrea Pirlo come candidato perfetto per guidare il gruppo azzurro nel prossimo quadriennio.
L’ex Milan avrebbe totale fiducia in lui visto che aveva già provato a portarlo al Milan alla fine del campionato 2022-2023, trovando però l’opposizione della dirigenza rossonera.
Dall’altra parte della barricata, gran parte della Federazione preme con insistenza per il ritorno di Roberto Mancini. Il presidente della Lega Serie A, Giuseppe Marotta, avrebbe persino garantito un contributo economico concreto per coprire i costi dell’ingaggio di Mancini.
Dunque, una situazione non semplice, visto anche l’impegno di Malagò per una soluzione rapida e condivisa nel giro di 2 o 3 giorni. Risulta però oggi complicato pensare che il nuovo ds Maldini accetti un compromesso, senza far pesare la propria posizione.










