Prima le critiche, poi la reazione. E stavolta non si parla di un sorpasso duro, di una penalità discussa o dell’ennesimo team radio infuocato, ma di qualcosa che tocca il modo stesso in cui la Formula 1 vuole essere raccontata.
Il bersaglio sarebbero i piloti che contestano il regolamento 2026, quelli che dicono apertamente di non essere convinti della nuova direzione tecnica. Tra loro, inevitabilmente, finisce anche Max Verstappen, perché quando parla lui il rumore è sempre più forte.
A puntare il dito è stato Juan Pablo Montoya, ex pilota Williams e McLaren, intervenuto nel podcast BBC Chequered Flag. Queste le sue parole: “Bisogna rispettare questo sport. Va bene non apprezzare il regolamento, ma il modo in cui parlano dello sport grazie al quale vivono dovrebbe avere delle conseguenze”. Poi la frase più pesante: “Aggiungergli sette punti sulla licenza, otto punti e poi lasciarlo fermo. E ti garantisco che il messaggio cambierebbe subito”.
Il problema non è solo Verstappen
La proposta, detta così, suona quasi paradossale: punire sportivamente un pilota non per una manovra in pista, ma per un’opinione fuori dall’abitacolo. Damon Hill, presente nello stesso podcast, avrebbe infatti frenato subito chiedendo cosa dovrebbe fare la FIA, “multare Max per aver detto qualcosa di negativo?”.
Ed è qui che la vicenda si allarga. Perché Verstappen può piacere o no, può essere ruvido, diretto, a volte anche scomodo, ma resta uno dei pochi che quando parla dà la sensazione di non recitare un comunicato stampa. E in una Formula 1 sempre più controllata, più impacchettata, più attenta all’immagine che allo sfogo vero, questa cosa pesa.
Secondo GPOne, il tema non riguarderebbe solo la F1: prima dei weekend, alcuni ex piloti presenti nel paddock come ambasciatori riceverebbero indicazioni sui messaggi da veicolare pubblicamente. E anche in MotoGP, Yamaha avrebbe chiesto ai suoi piloti, in particolare a Fabio Quartararo, di abbassare i toni sulle difficoltà della M1.
Montoya, che in pista era amato proprio perché non aveva filtri, oggi finisce al centro di una contraddizione strana. Chiedere di fermare Verstappen per ciò che dice sembra una risposta enorme a un fastidio reale, ma gestito nel modo peggiore.









