Parole dure su Max Verstappen che, ancora una volta, assaggia la sconfitta. Ferrari per una volta può gongolare.
Come spesso accade quando un “grande” di uno sport cade dall’Olimpo non riuscendo a vincere ed assaggiando la sconfitta, anche per il pilota più forte degli ultimi anni, Max Verstappen, è arrivato il momento di farsi qualche domanda. La colpa per la mancata rimonta è sua o Red Bull avrebbe potuto fare qualcosa in più come team? E’ arrivata l’ora di cambiare squadra dopo tanti anni di successi?
Quesiti a cui solo il 2026 potrà rispondere ma nel frattempo, a mettere sale sulla ferita di un atleta che nel giro di un paio di anni ha visto il suo padrino sportivo, il Team Principal con cui ha vinto tutto e in ultimo, anche il geniale progettista delle vetture con cui Red Bull ha dominato i circuiti per quasi 10 anni, ci ha pensato una persona molto vicina a Max, lodando Ferrari ed umiliando, di contro, proprio lui.
Quando si parla di pluricampioni i confronti sono sempre un po’ sterili, è la classica domanda che non ha una vera risposta. Meglio Hamilton o Schumacher? Meglio Rossi o Marquez? Meglio Verstappen o Vettel? Su questa ultima domanda, però, è tornato uno dei padri di Red Bull che non ha avuto dubbi. Con buona pace di Verstappen che ingoia questo boccone amaro.
Vettel batte Verstappen, a queste condizioni
Chiunque all’età di 82 anni, se dovesse ancora lavorare, sarebbe completamente esaurito. Helmut Marko, padre fondatore di Red Bull, ha invece lasciato il suo ruolo societario con la squadra di Milton Keynes quasi a fatica, come se volesse continuare all’infinito a cercare giovani piloti per la scuderia che ha visto nascere, crescere e vincere.
Inutile dire che i due più grandi tra loro sono Verstappen e Vettel, che ha corso pure con Ferrari mettendo a segno tanti punti ma senza mai vincere il titolo. Entrambi hanno vinto 4 titoli, con Max che ha sfiorato il quinto quest’anno, ma per Marko, Sebastian Vettel aveva un vantaggio che si è portato anche in Ferrari: “Vettel ha affrontato tutto in modo più analitico, ha trascorso ore e ore con gli ingegneri per ottenere il massimo dalla vettura”, ha detto alla stampa l’ormai pensionato selezionatore di piloti.
Sempre a detta di Marko, invece, Max sarebbe un pilota più istintivo, un vantaggio in alcuni casi ma un problema quando le cose si mettono male come nello scorso anno. Niente da ridire comunque sul rapporto umano tra i due: “Max è il pilota con cui ho legato maggiormente, possiede valori forti che attribuirei solo a persone con un buon carattere. Questa combinazione è estremamente rara”, ricorda Marko.










