Le tensioni tra Usa, Israele e Iran stanno avendo ripercussioni anche sulla Formula 1. Dopo gli attacchi delle ultime ore, l’Iran ha colpito obiettivi legati alla quinta flotta statunitense in Bahrain, causando lo stop immediato delle attività di F1 in programma sul circuito di Sakhir.
Bahrein ed Arabia Saudita rischiano di saltare, Imola torna in calendario?
Nel corso di questi giorni avrebbero dovuto tenersi in Bahrain i test sul bagnato previsti da Pirelli, fornitore unico di pneumatici della F1.
Sul circuito di Sakhir erano infatti state programmate due giornate per lo sviluppo delle gomme Intermedie e Full Wet, con la pista artificialmente allagata e la presenza di Mercedes e McLaren. Tuttavia il programma è stato cancellato per ragioni di sicurezza.
In una nota ufficiale, Pirelli ha spiegato che tutto il personale presente a Manama è al sicuro negli hotel e che l’azienda sta lavorando per organizzare il rientro in Italia e in Inghilterra il prima possibile. Una precisazione fondamentale, considerando la rapidità con cui la situazione geopolitica sta evolvendo.
L’impatto del conflitto però potrebbe andare oltre i test. Se lo stato di guerra dovesse protrarsi, anche i due Gran Premi in Medio Oriente rischierebbero di essere rinviati o cancellati. Al momento, FIA e FOM hanno infatti confermato solo le prime tappe stagionali (Australia, Cina e Giappone) mentre monitorano con attenzione gli sviluppi nella regione.
Imola ed Istanbul pronte a subentrare
In caso di modifiche al calendario, esistono già possibili alternative. La prima potrebbe essere l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, già presente in calendario fino al 2025 e pienamente omologato FIA. Il circuito emiliano rientrò nel 2020 durante l’emergenza Covid, dimostrando di poter organizzare un weekend in tempi rapidi e con strutture adeguate. Nonostante l’amara esclusione dello scorso anno, il circuito italiano resta tra i più amati da piloti ed addetti ai lavori.
La seconda opzione è l’Istanbul Park, sede del GP di Turchia nel 2020 e 2021 e in contatto con la FOM per un possibile ritorno stabile in calendario, come confermato dal CEO Stefano Domenicali. Per ora, ogni scenario resta sospeso. Molto dipenderà dall’evoluzione delle prossime ore.










