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Formula 1

F1, è bufera: a Suzuka le macchine costrette a rallentare, male Ferrari

Il fine settimana del Gran Premio del Giappone evidenzia criticità (forse non inattese) per le nuove monoposto di F1, introducendo anomalie tecniche che fanno storcere il naso agli appassionati.

Mercedes

GEORGE RUSSELL

F1: le auto rallentano nella curva 130R, FIA sotto accusa

L’attenzione del paddock è interamente rivolta al fenomeno del “super-clipping”, un drastico calo di potenza elettrica che si manifesta nei tratti ad alta velocità.

L’iconica curva 130R, storicamente affrontata in piena accelerazione, è diventata teatro di decelerazioni anomale.

Se nel passato solo i piloti migliori e coraggiosi affrontavano la curva tenendo giù il piede del gas, negli ultimi anni l’aerodinamica perfetta delle monoposte permetteva di fare questa curva in pieno senza patemi. Con le auto del 2026 però non è più così.

L’analisi dei dati telemetrici rivela che i piloti, pur mantenendo il pedale dell’acceleratore a fondo corsa, subiscono una perdita media di velocità di circa 55 km/h a causa dell’esaurimento dell’energia. La vettura di Max Verstappen, ad esempio, precipita da un picco di 324 km/h a 269 km/h prima del punto di frenata della chicane.

Il dislivello prestazionale legato a questa dispersione di energia varia in modo significativo tra le scuderie. L’Audi risulta la vettura meno penalizzata dal nuovo regolamento, registrando decelerazioni contenute entro i 51 km/h. Al contrario, la gestione dell’ibrido rappresenta una lacuna severa per Aston Martin, Williams e, in misura maggiore, Alpine. La monoposto francese evidenzia cali drammatici che sfiorano i 70 km/h di decelerazione sul rettilineo. Insomma, una vergogna senza eguali, che la FIA ha tentato di oscurare in FP2 tagliando gli onboard dei piloti.

Ferrari

Ferrari

Male Ferrari, Mercedes vola e trascina McLaren

Parallelamente, il tracciato nipponico certifica le profonde difficoltà tecniche della Ferrari. La SF-26, presentatasi priva dei nuovi aggiornamenti aerodinamici per necessarie revisioni, manifesta carenze strutturali nel bilanciamento e nella pura erogazione di potenza. Le sessioni di prove libere delineano gerarchie inequivocabili: la Mercedes si conferma la scuderia da battere, seguita a stretto giro da una McLaren ritrovata grazie al motore ango-inglese.

La scuderia di Maranello, al contrario, incassa distacchi superiori ai sette decimi sul giro secco, patendo un deficit di trazione accentuato dall’incapacità di sfruttare le mescole morbide sul nuovo asfalto.

Le dichiarazioni dei piloti confermano lo sceneario. Charles Leclerc individua nel passo gara l’unico parametro di moderato ottimismo, sottolineando l’urgenza di correggere le lacune in vista delle qualifiche. Lewis Hamilton, ridimensionando i toni critici emersi via radio, attribuisce il divario prestazionale a un’inefficace distribuzione dell’energia elettrica.

Ma allo steso tempo Hamilton ha definito il super-clipping come la vera debolezza dell’attuale ciclo tecnico. Senza frenate brusche a Suzuka, è impossibile il recupero energetico adeguato.

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