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F1, rebus motore: la FIA pronta ad introdurre un fornitore unico

MErcedes Ferrari

La Formula 1 prepara una vera e propria rivoluzione tecnica per la stagione 2031 con il probabile ritorno dei propulsori V8 e l’introduzione di un fornitore unico destinato alle scuderie clienti.

Il nodo politico e le pressioni delle squadre

F1, arriva un fornitore unico per i team clienti? La massima serie ha abituato i tifosi ormai alla convivenza tra grandi costruttori e squadre minori obbligate ad acquistare i motori. Ma oggi, con il monopolio Mercedes che comprende 4 scuderie, l’asticella sembra essersi alzata un po’ troppo.

Questa dinamica, infatti, rischia di generare un sistema in cui i marchi principali esercitano forti pressioni politiche. Il presidente FIA Mohammed Ben Sulayem ha sottolineato come le aziende fornitrici minaccino spesso di consegnare propulsori non competitivi in caso di votazioni contrarie ai loro interessi.

Per arginare questi ricatti e garantire la neutralità, la Federazione valuta l’ingresso di un fornitore unico indipendente per le cosiddette squadre B a partire dal 2031.

Ma non solo, con il ritorno alle power-unit incentrate su motiri V8, l’obiettivo primario è abbassare i costi di produzione e rendere la spesa sostenibile per chi non ha le risorse di un team ufficiale. Alcune formazioni si sono già mosse in autonomia, con McLaren e Alpine pronte a costruire in casa le proprie unità.

La FIA spera in questo modo di mantenere bassi i costi di produzione, monitorando attentamente anche le alleanze strategiche tra squadre. Stesso discorso vale per le squadre con la stessa proprietà, come il caso di Red Bull e Racing Bulls.

Kimi Antonelli con la Mercedes dopo la vittoria nel Gp di Monaco

Guerra aperta Ferrari-Mercedes: ricorso e modifica della macchina di Antonelli – Sportface.it (Youtube Sky Sport F1)

Aspirato o turbo: la battaglia tecnica

Oltre al nodo delle forniture, il dibattito si concentra sull’architettura tecnica del futuro V8. La FIA spinge con forza per un motore aspirato abbinato a un sistema KERS ridotto, capace di erogare tra il 10% e il 20% della potenza totale.

L’obiettivo è evitare a tutti i costi lo scenario tecnico del 2026, segnato da eccessive manovre di risparmio energetico in pista a discapito della velcoità.

I 6 costruttori attualmente coinvolti hanno però visioni discordanti. Ferrari, Red Bull Powertrains-Ford e Cadillac mantengono un approccio aperto e non scartano il piano di Ben Sulayem. Al contrario, Mercedes e Audi preferiscono mantenere l’ibrido e chiedono l’inserimento di un piccolo turbocompressore. In questo caso, addio anche al tipico rumore dei 19000 giri al minuto della uto che hanno fatto la storia di questo sport.

Insomma, la questione del sound resta centrale per lo spettacolo, sebbene il 50% dell’attuale pubblico abbia meno di 35 anni e non abbia mai sentito dal vivo le vetture degli anni ’90.

MErcedes Ferrari

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