La F1 pronta a dire addio all’elettrico. La massima categoria del motorsport, dopo la delusione degli addetti ai lavori per gli ultimi motori proposti, è piombata in un periodo di profonda riflessione strategica, che inevitabilmente porterà a ridefinire il suo regolamento tecnico a medio e lungo termine.
Formula 1 verso l’addio all’ibrido: l’ipotesi dei motori V8 alimentati a e-fuel
L’attuale quadro normativo, imperniato su motori ibridi che prevedono una ripartizione 50 e 50 dell’erogazione tra la componente termica e quella elettrica, sta sollevando tantissime perplessità tra gli addetti ai lavori ma anche tra i tifosi.
La F1 non è la Formula E, è stato ribadito a più riprese da tanti piloti, su tutti Verstappen, stufo degli attuali propulsori. Per questo motivo, nelle ultime settimane, sono piovute tantissime critiche sull’attuale regolamento, portando a ipotizzare che l’era ibrida della Formula 1 possa essere arrivata alla sua fase conclusiva.
Una revisione immediata dei regolamenti appare tuttavia del tutto impraticabile. Costruttori del importanti hanno speso capitali ingenti per la progettazione e lo sviluppo degli attuali power unit, altri invece (come Audi) sono entrati nel Circus attirati proprio dall’idea di ibrido.
Il vincolo finanziario e industriale impone il mantenimento di questo regolamento breve termine, per evitare di vanificare gli investimenti sostenuti in vista delle prossime stagioni. Ma il dibattito si è già spostato sulla definizione del prossimo ciclo regolamentare.
Secondo quanto riportato dalla testata specializzata Auto Motor und Sport, un radicale cambio di paradigma è previsto per l’anno 2031. Il progetto attualmente in fase di discussione prevede il totale accantonamento del sistema ibrido a favore di un ritorno ai tradizionali motori a combustione interna. Il rispetto dei vincoli ambientali verrebbe assicurato non più dall’elettrificazione, bensì dall’adozione esclusiva di carburanti sintetici sostenibili, capaci di garantire un impatto zero in termini di emissioni di anidride carbonica. Cosa che per altro già in parte avviene, con la benzina prodotta per la F1 che ha costi esorbitanti.
Sul fronte strettamente tecnico, l’architettura propulsiva più accreditata al momento risulta essere un motore V8 turbocompresso da 2,4 litri. Questa scelta manterrebbe una coerenza tecnica con la produzione automobilistica di serie, dove la sovralimentazione è ormai uno standard consolidato.
Una vera svolta, perchè permetterebbe di avere auto senza batterie, molto più leggere ed agili rispetto a quelle attuali. E magari anche più snelle, ancora capaci di dare spettacolo e dire la loro anche in circuiti stretti come Montecarlo.
Il piano del Presidente Ben Sulayem
Del resto, come noto, l’inversione di rotta rispetto al percorso tecnologico inaugurato nel 2014 non sarebbe una vera bomba.
Il piano, infatti, si allinea con le visioni recentemente espresse dai vertici dirigenziali del motorsport mondiale, trovando il potenziale appoggio sia del presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, sia del CEO della Formula 1, Stefano Domenicali.
Se finalizzata, questo potrebbe portare al ritorno alla “vecchia” F1, quella degli anni 2000, con maggiore sicurezza e l’uso totale di e-fuel, ma molto dipenderà dalla volontà dei costruttori, alcuni dei quali minacciano anche l’abbandono della categoria.










