Ogni giorno che passa, le speranze di rimanere in sella ad una GP-26 si assottigliano. Molti danno Marquez come già fuori dal progetto Ducati.
A differenza di sport come basket, calcio e pallavolo dove ci sono tanti posti in squadra, con rose che vanno dai 6 agli 11 giocatori più riserve e tribuna quelli dove si corre in auto o moto, nello specifico la Formula 1 e la MotoGP o Superbike, premiano davvero pochi atleti. Tanti sognano per anni di arrivare ai massimi livelli, salvo poi vedersi passare davanti altri sportivi, magari anche grazie ai loro soldi o amicizie importanti.
Se prendiamo in esame la MotoGP di quest’anno, ci rendiamo conto come per esempio, il sogno di correre o continuare a correre in Ducati Lenovo, il team attualmente più forte della griglia, sia un’utopia incredibile. Solo due uomini possono farlo, mentre i pretendenti sono un numero molto maggiore. Soffermiamoci solo sulla situazione di quest’anno, per capire a che livello.
Sulla sella della GP-26 con la livrea rossa partiranno Francesco Bagnaia e Marc Marquez e nessuno dei due, sulla carta, è sicuro di farlo anche nel 2027. La concorrenza è enorme: Nicolò Bulega, Fabio Quartararo – qualora lasciasse Yamaha il prossimo anno – ma anche Fermin Aldeguer e, naturalmente, Alex Marquez che avrà una GP-26 ma solo con i colori di Ducati Gresini. E non l’ha presa benissimo.
Marquez in Ducati? Le parole del fratello
Alex Marquez è stato la vera rivelazione dell’anno scorso: se nessuno ha mai avuto dubbi sul talento del fratello, il fatto di riuscire ad arrivare a tanto così dal titolo correndo su una motocicletta del team satellite è davvero un’impresa che non si può ignorare. Ducati ha scelto di premiarlo con una GP-26 per il prossimo anno tuttavia, è chiaro che Alex voglia qualcosa in più. Nello specifico, il sedile di Pecco o del fratello.
In queste ore, il fratello e campione in carica Marc ha parlato con El Periodico e, come mostrato in passato, non è stato per niente morbido con il pilota solo perché i due sono imparentati, riguardo la possibilità di correre assieme: “Certo che mi piacerebbe, ma non è la priorità. Devo capire cosa è meglio per me a livello sportivo e cosa è meglio per Alex, a seconda dei progetti che potrebbero presentarsi”, le sue parole.
In poche parole, anche Marc conferma quanto già sapevamo. Finché Pecco occupa quel sedile o Marc non si guarda attorno, per Alex non ci sono tante opzioni. O continua con il team satellite, o passa ad un altro team. Cosa non impossibile se l’atleta dovesse decidere che questa situazione è troppo stretta, per il suo enorme talento.










