Dopo un stagione di fatto anonima alla guida della SF-25, la rivelazione di Charles Leclerc ha fatto discutere nuovamente il paddock.
La stagione appena conclusa di Charles Leclerc si è chiusa senza vittorie, ed è questo il dato che più di ogni altro pesa nel bilancio sportivo del pilota monegasco. Un’assenza che fa rumore, soprattutto se rapportata al talento e alle aspettative che accompagnano da anni il volto simbolo della Ferrari. Eppure, ridurre il 2025 di Leclerc a una stagione anonima sarebbe profondamente ingiusto. I numeri raccontano altro: costanza, affidabilità e una presenza quasi continua nelle zone alte della classifica. Leclerc ha chiuso il campionato con 7 podi, nessuna vittoria, ma con 20 arrivi a punti su 24 Gran Premi, a dimostrazione di una solidità che non è mai venuta meno anche nei momenti più complessi. Il piazzamento finale – quinto nel Mondiale piloti – riflette fedelmente il valore di una stagione in cui il monegasco ha spesso fatto la differenza più della monoposto stessa. La Ferrari, infatti, non è mai sembrata in grado di lottare con continuità contro i riferimenti della griglia, ma Leclerc è riuscito più volte a inserirsi nella battaglia per il podio grazie a prestazioni di alto livello, specialmente su circuiti cittadini e tracciati tecnici. Il dato forse più indicativo è proprio questo: Leclerc non ha mai smesso di estrarre il massimo dal pacchetto a disposizione. In qualifica è stato spesso il miglior interprete della Formula 1 tra i piloti non appartenenti ai team dominanti, mentre in gara ha limitato gli errori e i ritiri, chiudendo la stagione con appena due gare non concluse. Una continuità che certifica la sua maturità definitiva, anche se ancora priva di quel risultato simbolico – la vittoria – che resta il grande rimpianto dell’anno.
Formula 1, la verità di Leclerc: “All’inizio è bello, poi cambia tutto”
Il 2025 di Leclerc non è stato solo una questione di cronometri e classifiche. È stato anche l’anno in cui il pilota ha raccontato con maggiore lucidità il peso della sua popolarità, parlando apertamente di una vita profondamente cambiata. In un’intervista rilasciata a Racer, Leclerc ha spiegato di aver vissuto tre fasi ben distinte da quando è approdato in Formula 1. La prima risale al 2018, l’anno dell’esordio con Alfa Romeo: “Non ero ancora nessuno, la gente non mi riconosceva davvero”. Poi l’ingresso in Ferrari, che ha cambiato tutto: “All’inizio ti piace, pensi: ok, ho sempre sognato di essere in questa posizione”. Infine, la terza fase, quella attuale, in cui la popolarità diventa quasi ingombrante: “La terza fase è quella in cui forse vorrei un po’ più di privacy su alcune cose”.

Formula 1, la verità di Leclerc: “All’inizio è bello, poi cambia tutto” – Sportface.it (screen Youtube)
Leclerc non si lamenta, ma ammette che a volte il peso della visibilità è difficile da gestire: “A volte è più come se volessi passare un momento con mia madre, avere una vita normale, ora tutto questo è un po’ difficile”. Parole che raccontano un lato intimo e meno patinato di uno dei piloti più amati del paddock. Ancora più significativa è la riflessione sul rapporto tra pista e vita privata: “Non è facile separare i risultati dalla vita personale. Se faccio una brutta gara torno a casa giù di morale, se faccio una grande gara torno a casa più felice”. Una dichiarazione che spiega molto del Leclerc pilota e uomo. Dietro i numeri, i podi mancati e le vittorie sfiorate, c’è un atleta che vive la Formula 1 come una passione totale. In fin dei conti però, sempre di un essere umano si parla e per lui, come per noi, non possono mancare momenti di tranquillità e di introspezione.









