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Paralimpiade Rio 2016, Luca Pancalli: “Italia da record, sono ottimista”

Luca Pancalli - Foto Sportface.it

Confermare i risultati di Londra e poi “rompere gli argini per fare in modo che lo tsunami paralimpico possa pervadere tutto il territorio italiano”. Luca Pancalli, pronto per vivere a Rio de Janeiro la sua quarta Paralimpiade estiva da presidente del Cip, ha le idee chiare fin dal 2000, anno della prima elezione alla guida del Comitato italiano paralimpico.

La crescita del movimento è continua, gli ottimi risultati ottenuti a Londra (28 medaglie) dopo due edizioni sottotono ad Atene e Pechino devono trovare conferma a Rio de Janeiro, dove dal 7 al 18 settembre si disputerà la XV edizione dei Giochi Paralimpici estivi. “Le aspettative sono positive – spiega Pancalli nell’intervista concessa a Italpress – Le federazioni hanno lavorato in maniera egregia, così come ha fatto il comitato con l’ufficio di preparazione paralimpica. Le proiezioni mi fanno essere ottimista, per scaramanzia non ho mai fatto numeri ma ho una consapevolezza: un grande risultato lo abbiamo già ottenuto, portare a Rio una squadra di 105 atleti. Anche se nel conto ci sono i 4-5 slot ottenuti per l’esclusione del comitato paralimpico russo, una squadra così numerosa è uno straordinario successo considerato che purtroppo non abbiamo squadre qualificate. Questo significa che il movimento paralimpico italiano è cresciuto”.

Da Alex Zanardi a Bebe Vio, da Martina Caironi ad Assunta Legnante, a Rio l’Italia potrà puntare su tante punte di diamante. Pancalli non fa nomi (“Conosco i sacrifici fatti e sono orgoglioso e fiero, da ex atleta, di ciascuno dei 105 atleti”) e per scaramanzia evita i numeri ma l’indicazione è precisa: “Sicuramente le 28 medaglie di Londra sono uno spartiacque. Quattro anni fa – ricorda il presidente del Cip – salimmo nella classifica per nazioni fino al 13° posto, un risultato straordinario. A Rio puntiamo a confermare lo stato di salute mostrato in Inghilterra. Tra l’altro la presenza italiana in discipline come canoa, pesistica e triathlon, dove ci presentiamo col campione del mondo in carica (Michele Ferrarin, ndr), mostra come le chance si stiano distribuendo su un maggior numero di sport”. Per l’Italia a Rio c’è anche da dimenticare la Paralimpiade di Sochi, chiusa senza medaglie: “Definirla negativa è troppo poco – sottolinea Pancalli con onestà – è stata disastrosa. Abbiamo fatto delle riflessioni e ora stiamo lavorando. In ogni caso il movimento paralimpico internazionale è molto giovane e c’è grande differenza tra i Giochi invernali ed estivi. Ogni edizione fa storia a sé”.

Questa, per esempio, non avrà probabilmente lo stesso successo di quella londinese. Nonostante i dati sulla crescita nella vendita dei biglietti diffusi negli ultimi giorni dagli organizzatori, sicuramente speranzosi di attirare un po’ di gente negli stadi che si annunciano semi deserti, Rio de Janeiro non sembra preparata ad ospitare la Paralimpiade nel migliore dei modi. “Le notizie che arrivano dal Brasile sono preoccupanti – rivela Pancalli – Gran parte della nostra delegazione è già sul posto e le criticità sono evidenti. Le difficoltà economiche e l’affanno con cui si è arrivati a ridosso dell’organizzazione di questo grande evento hanno comportato tagli sui trasporti e sui servizi, oltre a rivisitazioni delle venues sportive favorendo la chiusura di impianti per evitare ulteriori oneri. Spero che lo spirito della grande famiglia paralimpica possa essere contagioso per affrontare le criticità nel migliore dei modi e vivere l’evento in modo più sereno: certo a Londra è stato uno straordinario successo mentre stavolta qualche preoccupazione c’è”.

Di sicuro il Brasile non sfrutterà al meglio l’occasione principale fornita dalla Paralimpiade, colta invece da Londra: rendere accessibile non solo le strutture sportive ma un’intera città. “La Paralimpiade ha un’importanza straordinaria per diversi motivi – sottolinea Pancalli, tra l’altro vice presidente del Comitato promotore per la candidatura di Roma ai Giochi del 2024 – È l’occasione giusta per dare una risposta in termini di mobilità alle persone disabili o temporaneamente in difficoltà, ma anche per accrescere il numero dei praticanti incidendo sui costi del servizio sanitario nazionale. In altre parole, la Paralimpiade è la dimostrazione di come si possa utilizzare lo sport come pezzo di politica attiva per il welfare del paese”.

E proprio questa è la filosofia alla base del Cip di Luca Pancalli, oggi concentrato sui Giochi di Rio de Janeiro ma già proiettato al futuro: “Dal 2000 ho già tutto ben chiaro in testa. Il puzzle si compone pian piano. Abbiamo già raggiunto tanti obiettivi, ora dobbiamo consolidare gli straordinari risultati, dimostrati anche dall’attenzione dei media nei nostri confronti. E poi, ponendo sempre i ragazzi disabili al centro dell’attenzione, vogliamo riuscire ad affrontare attraverso lo sport il loro diritto al lavoro e a una vita indipendente. Bisogna rompere gli argini per far esplodere lo tsunami paralimpico”.

ASCOLTA L’INTERVISTA INTEGRALE A LUCA PANCALLI

Sportface/Italpress

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