Dopo due giornate di gara, il Masters di Augusta 2026 ha un padrone ben riconoscibile: Rory McIlory. Il nordirlandese ha chiuso il secondo round con uno straordinario -12 totale (132 colpi), costruito grazie a un secondo giro in -7 che gli ha permesso di scavare un solvo netto sul resto del campo.
Nel primo Major della stagione, disputato all’Augusta National Golf Club e dotato di un montepremi da 21 milioni di dollari, McIlroy ha dato l’impressione di aver trovato il controllo tecnico e mentale giusto proprio nel momento in cui il torneo comincia davvero a pesare.
Un secondo giro devastante cambia il volto del Masters
Il momento decisivo della giornata è arrivato nella parte finale del round McIlroy ha infatti cambiato completamente passo nella seconda metà del percorso, infilando sei birdie nelle ultime otto buche e trasformando una leadership già importante in un vantaggio pesantissimo. Alle sue spalle, a -6, inseguono gli statunitensi Sam Burn e Patrick Reed, mentre a -5 si trovano gli inglesi Justin Rose e Tommy Fleetwood, insieme all’irlandese Shane Lowry.
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Un distacco di sei colpi dopo 36 buche, ad Augusta, è un margine che pesa parecchio e che mette il McIlroy nella condizione ideale per gestire le ultime due giornate.
Campo severo, big in ritardo e top ten ancora in evoluzione
Come speso accade al Matsers, il campo ha confermato tutta la propria selettività: solo 23 giocatori sono riusciti a restare sotto par dopo due round. In settima posizione a -4 troviamo un gruppo numeroso composto da Jason Day, Kristoffer Reitan, Tyrrell Hatton, Haotong Li, Cameron Young e Wyndham Clark. Più indietro alcuni nomi molto attesi: Scottie Sheffler, numero uno mondiale, è saltato a 24 a par, mentre Viktor Hovland è 39esimo a +2.
Ancora più lontani gli spagnoli Sergio Garcia (45esimo a +3) e Jon Rahm (47esimo a +4). A questo punto, più che capire se McIlroy sia in corsa per vincere, la vera domanda sembra un’altra: chi riuscirà a riaprire il torneo?










