Grande Italia in Olanda. Le azzurre chiudono la prima giornata di qualificazioni a un passo dagli Stati Uniti. Una prestazione di spessore che blinda la finale a squadre e lancia le azzurre.
La rincorsa tricolore alle spalle degli USA: volano Esposito e Iorio
L‘Italia ha sfiorato l’impresa durante le qualificazioni di Rotterdam, terminando con un punteggio complessivo di 162.430. La formazione azzurra ha tallonato la squadra americana, prima con 164.529, mettendosi comodamente alle spalle il quotato Giappone a quota 161.630. Per ben due rotazioni le azzurre hanno accarezzato il sogno di finire sopra le avversarie, trainate da esecuzioni pulite tra parallele asimmetriche e trave.
Manila Esposito ha confermato il proprio talento, strappando un 14.200 alla trave che vale la seconda piazza provvisoria, oltre a un ottimo 13.233 al corpo libero. Sulle parallele si è distinta Elisa Iorio, autrice di un clamoroso 14.466 che la proietta al secondo posto, davanti a Giulia Perotti e appena dietro alla tedesca Helen Kevric.
Una partenza fantastica che ha fatto tremare le sicurezze delle statunitensi, apparse a tratti vulnerabili. Le italiane hanno retto la pressione con grande freddezza, dimostrando assoluta compattezza fin dalle prime battute della competizione.
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Perotti e Tonelli tra cadute e riscatti, l’obiettivo di squadra è salvo
Nonostante l’inizio brillante, la seconda metà della gara però non è stata impeccabile. Il corpo libero ha un po’ tradito le aspettative, portando in dote due scivoloni. Giulia Perotti ha macchiato una prestazione fino a quel momento perfetta cadendo sull’ultima diagonale e fermandosi a 11.800, imitata poco dopo da Sofia Tonelli che ha incassato un deludente 11.700. Questi errori hanno frenato la rincorsa alle americane, considerando che il volteggio azzurro paga un ritardo fisiologico in termini di difficoltà rispetto alle prime della classe.
A livello individuale, Perotti e Tonelli hanno comunque conquistato l’ingresso per la finale all-around, attestandosi rispettivamente a 53.032 e 52.700 punti. Bene anche July Marano, davvero preziosa nell’aprire gli attrezzi con routine stabili e senza sbavature.
Alla fine, però, la classifica è quella. L’Italia ha messo paura agli USA, è la sintesi perfetta della giornata, ma il distacco finale di due punti resta, anche se le prove azzurre hanno offerto un segnale nitido in vista delle medaglie.










