Come ormai noto da tempo, la Ferrari SF-26 non si presenterà in versione definitiva nei primi test della Formula 1 2026.
Una scelta tutt’altro che improvvisata, ma figlia di una strategia ben precisa: separare sviluppo elettronico e sviluppo aerodinamico per affrontare al meglio una rivoluzione regolamentare senza precedenti.
SF-26: due versioni, ma il programma è ben definito
Le notizie in arrivo da Maranello nelle ultime settimane hanno subito allarmato i tifosi. Dopo l’ultimo ciclo tecnico, finito senza troppe gioie per via di una macchina mai così competitiva, i Tifosi sperano di tornare ad esultare per Leclerc o Hamilton. Per farlo però servirà un’auto che almeno sia alla pari con quelle degli avversari.
Per prepararla gli ingegneri vestiti di rosso hanno studiato un piano piuttosto azzardato che tuttavia non deve preoccupare gli appassionati.
Nei test di Fiorano e nelle sessioni a porte chiuse di Barcellona, la SF-26 scenderà in pista con una prima configurazione provvisoria, la cosiddetta specifica A. Non si tratta di una monoposto “depurata” o di un esperimento parallelo, bensì di una base tecnica necessaria per validare il comparto elettronico, vero nodo centrale delle F1 del 2026.
Il nuovo regolamento impone una gestione estremamente complessa del torque blending: circa 540 CV provenienti dal motore endotermico dovranno integrarsi in modo perfettamente fluido con i 475 CV istantanei dell’MGU-K. In questa fase Ferrari vuole individuare e correggere eventuali problemi, garantendo un’erogazione lineare e prevedibile, fondamentale per la guidabilità e per lo stile dei piloti.
L’elettronica sarà decisiva anche in frenata, dove la rigenerazione dell’MGU-K dovrà convivere con l’impianto tradizionale. Un equilibrio delicatissimo, da mettere a punto prima di pensare alla prestazione pura.
Dunque, almeno in questa prima fase, l’aerodinamica passerà inizialmente in secondo piano. La SF-26 adotterà un pacchetto essenziale, pensato per accumulare chilometri e raccogliere dati, non per inseguire il tempo sul giro.
Aerodinamica Ferrari, sarà un passo indietro?
Solo in una seconda fase, arriverà la Ferrari definitiva, una sorta di auto B dopo che ali standard e soluzioni conservative avranno verificato la correlazione tra CFD, galleria del vento e pista.
La spec B, più compatta e aggressiva, sarà destinata al debutto stagionale. Due versioni della stessa vettura, dunque, ma con un unico obiettivo, riportare la Rossa a vincere.










