F1 GP Germania 2018, le pagelle: Hamilton trionfa, che errore Vettel

Lewis Hamilton - Foto Anyul Rivas - CC-BY-2.0 Lewis Hamilton - Foto Anyul Rivas - CC-BY-2.0

Le pagelle del Gp di Germania 2018. La pista di Hockenheim vede trionfare Lewis Hamilton, al termine di una rimonta esaltante dalla quattordicesima posizione. Decisiva l’uscita dalla pista di Sebastian Vettel, tradito dalla pioggia che è caduta sul circuito nel finale. Il ferrarista abbandona proprio quando era in testa e concede nuovamente la vetta del Mondiale al britannico della Mercedes.

LE PAGELLE

LEWIS HAMILTON: 10 – Successivamente a una pesante escursione su un cordolo durante il Q1 – spingendo peraltro quando non ne aveva bisogno – rompe il cambio e abbandona la compagnia. Avendo passato comunque il turno e schierandosi davanti a Ricciardo, prende il via dal 14° posto con le medie. In partenza resta guardingo, tanto che perde la posizione da Ocon, poi riesce a sorpassare nuovamente il francese, Sirotkin, Alonso e Leclerc in pochi giri. Al giro 6 scavalca Sainz e si porta 9°, al giro 8 passa Grosjean e al giro 10 è la volta di Pérez e sale così 7°. Al giro 11, ancora al tornantino, si libera anche di Hülkenberg. Rientra finalmente al giro 42 e monta le ultrasoft, esce 5° alle spalle di Verstappen. Dopo l’incidente di Vettel, con le soste di Bottas e Räikkönen, si ritrova in testa. Viene attaccato dal compagno, ma risponde bene. Va a vincere una gara insperata con un capolavoro sotto la pioggia, è poi fortunato per l’errore di Vettel, ma la fortuna aiuta gli audaci.

VALTTERI BOTTAS: 9 – Il finlandese, unica punta degli argentati, prova in tutti i modi il sabato a mettersi dietro le Ferrari e almeno con una ci riesce, grazie a un super giro. È 2° al via e mantiene la posizione dopo la partenza. Non ha il ritmo di Vettel, ma va in testa al giro 26, quando il tedesco si ferma. Al giro 29 si ferma anche lui e monta le soft, ma rientra non solo alle spalle di Hamilton che si deve ancora fermare, ma anche di Räikkönen. Rientra su Hamilton e cerca di attaccarlo. Si ritrova poi 2° e attacca Hamilton, ma l’inglese risponde. Resta 2°.

KIMI RÄIKKÖNEN: 9 – Il sabato è in versione “manca sempre uno a far trentuno”: nel giorno in cui manca Hamilton e può completare una prima fila Ferrari, commette piccoli errori in entrambi i tentativi e alla fine scatta 3° alle spalle di Bottas. Non riesce a partire ottimamente e viene attaccato da Verstappen, ma, con un po’ di fatica, riesce a difendersi. È il primo a fermarsi, al giro 15, esattamente nel momento in cui Hamilton scavalca Magnussen per cercare di restargli davanti e intanto di attaccare Bottas: obiettivo riuscito. Dopo le soste di tutti si ritrova in testa. Al giro 39 al tornantino lascia passare Vettel e torna 2°. L’incidente di Vettel paradossalmente lo mette in difficoltà, facendogli perdere la posizione a favore delle due Mercedes e scende 3°.

MAX VERSTAPPEN: 8 – Le assenze del compagno e di Hamilton gli consentono di usare una strategia conservativa e partire con le soft, ma di farlo addirittura dal 4° posto. Attacca Räikkönen al via ma non riesce a superarlo. Mantiene un buon ritmo considerando la mescola delle sue gomme, è l’unico che riesce parzialmente a mantenere il passo dei tre davanti. Dopo i pit stop delle Ferrari si ritrova 2°. Fa il giro 29 in testa, poi si ferma anche lui e rientra 5°, con le medie. Mette le intermedie al giro 47, ma non funziona e dopo due giri rimonta le ultra, nel momento in cui ricomincia a piovere. Rientra in gara grazie alla Safety Car, ma non tiene il ritmo dei tre davanti e chiude 4°.

NICO HÜLKENBERG: 8,5 – Continua la lotta con Haas per il quarto posto costruttori e in qualifica Renault la perde, piazzando entrambe le proprie vetture alle spalle delle italoamericane. Il tedesco è 7° in griglia e al via riesce a passare Grosjean. Rientra al giro 19 e all’uscita dei box è 15° alle spalle di Ericsson. Poi con le soste degli altri risale 11°, finché al giro 23 è autore del team radio più divertente della gara: alla curva della Mercedes Arena Ericsson e Ocon, in bagarre davanti a lui, finiscono larghi entrambi e il tedesco letteralmente ringrazia e se ne va al 9° posto. Poi nel caos della pioggia riesce a risalire 5° e mantiene Pérez a debita distanza. Molto bravo.

SERGIO PÉREZ: 8,5 – Il messicano riesce a prendersi il Q3, parte 10° ma ben più avanti del compagno di squadra. Parte molto bene, mettendosi alle spalle Sainz e Leclerc e salendo 8°. Al giro 7 battaglia con Grosjean e riesce a superarlo al tornantino, portandosi 7°. Si ferma al giro 23 e quando rientra è davanti a Sainz. Alla fine è ottimo 6°. Bravissimo.

ROMAIN GROSJEAN: 8 – Il grandissimo 6° posto in qualifica è parzialmente oscurato dal fatto che il suo compagno gli parte appena davanti, comunque molto bene. Battaglia con Magnussen, ma perde una posizione.  Pérez lo attacca in modo deciso al tornantino al giro 8 e lo scavalca, la tornata dopo viene passato anche da Hamilton e scende 9°. Non è tra le vittime degli errori strategici e alla fine è buon 7°.

ESTEBAN OCON: 6,5 – Viene estromesso dal Q2 dal compagno di squadra, che peraltro arriva in Q3: la cosa peggiore per un pilota. Parte solo 15°, ma lo fa bene e dopo poche curve è 12°, avendo passato Ericsson, Hamilton e Sirotkin, ma poi l’inglese lo risupera. Poi perde la posizione anche da Ricciardo e scende solo 14°. Fa una gara ignobile ed è quello che però guadagna più di tutti da ritiri ed errori dei muretti avversari. Non meritando minimamente, chiude in zona punti: 8°.

MARCUS ERICSSON: 7 – Buona qualifica per lo svedese, che dopo aver provocato la bandiera rossa per un’escursione fuori pista durante la Q2, ma ancora una volta il suo compagno raggiunge il Q3 a differenza sua. Nei primi giri perde una sola posizione, a favore di Hamilton, poi scende 15° perché viene scavalcato da Ricciardo e Ocon. Poi nella girandola di soste – il più delle volte inutili – dei suoi avversari e dei ritiri, rientra in zona punti e chiude 9°. Buono.

BRENDON HARTLEY: 7 – Molto lenta la Toro Rosso il sabato e il neozelandese è 17°, alle spalle del compagno, ma poi sale 16° grazie alla penalità comminata allo stesso Gasly. Parte male e questa non è una novità e scende al 18° posto. Anche lui guadagna tantissimo per la pioggia e artiglia il punticino del 10° posto.

KEVIN MAGNUSSEN: 7 – Ancora una volta fantastica prestazione delle Haas in qualifica: il danese fa il massimo e si schiera addirittura 5°. Bravo a mantenere la posizione al via ed ha anche un buon ritmo che lo fa allontanare da Sainz. Al giro 14 viene sorpassato da Hamilton e scende 6°. Supera Ocon al tornantino dopo la sua sosta, in cui indossa le medie, al giro 22 e torna così 10°. La gara la perde per colpa del muretto, che sbaglia la strategia e lui scivola fuori dalla zona punti, ma fondamentalmente è autore di una buona gara. Alla fine è 11°.

CARLOS SAINZ: 5,5 – Rischia addirittura di non passare la tagliola del Q1, ma ce la fa e poi artiglia l’8° posto alle spalle del compagno. Perde al via la posizione con Pérez, poi scende a causa di Hamilton. Nel caos della pioggia sorpassa una Sauber sotto Safety Car e si prende 10 secondi di penalità che lo privano del punticino guadagnato e lo fanno precipitare 12°.

STOFFEL VANDOORNE: 6,5 – Il gap dal compagno Alonso è enorme in qualifica, ma stavolta pare sia giustificato da ben più di qualcosa che non va sulla sua vettura, come emerge dalla telemetria. In McLaren sono consapevoli che il problema ci sia, ma non quale. Parte in penultima fila, 18°. Dopo una gara anonima, rientra ai box al giro 35 per sistemare un’anomalia tecnica, esce ma è straultimo. Poi nel caos delle strategie dovute alla pioggia risale addirittura 13°.

PIERRE GASLY: 5 – In qualifica male la Toro Rosso: al netto dei problemi di Hamilton e Vandoorne e della penalità di Ricciardo, le vetture faentine sono più veloci solo della Williams di Stroll. Il francese ottiene il 16° tempo, ma dopo la sostituzione della PU si ritrova a partire dal fondo dello schieramento. Resta ultimo dopo il via, seguendo Vandoorne. Ok che era in fondo, ma montare la full wet quando piove in una curva sola rimane una scelta incomprensibile del suo muretto. Chiude 14°.

CHARLES LECLERC: 5 – Ormai non è più una sorpresa vederlo così in alto in qualifica, ma fa sempre effetto vedere una Sauber nel Q3. Scatta 9°. Viene passato da Pérez al via, poi è Hamilton a fargli perdere una posizione ed estrometterlo dalla zona punti. Prova a rispondere a Ricciardo quando questi lo supera, senza però successo. Leclerc è il primo a provare la carta delle intermedie al giro 45 appena diluvia in curva 6. Viene usato come cavia dai box e si ferma ben 4 volte, commette anche un errore che per poco non gli fa concludere la gara in anticipo. Ad ogni modo è quello che ci rimette di più insieme ad Alonso e Gasly e al termine è 15°.

FERNANDO ALONSO: 6– Rimane escluso dal Q3 per poco, fa il massimo come sempre con la vettura che guida ed è 11° in griglia. Non ha problemi alla partenza e viene scavalcato da Hamilton al giro 3 e mantiene il 12° posto. Al giro 15 prova ad attaccare Leclerc al tornantino, ma finisce lungo e, incrociando la traiettoria, il monegasco si riprende l’11° posto. Il giro successivo, perde un duello prolungato con Ricciardo e scende 13°. Ritardando il pit stop si ritrova perfino 6°, ma in poco tempo sia Magnussen che Hülkenberg lo scavalcano, è però bravo a rispondere al tedesco al giro 32, finché però l’alfiere Renault, con gomme nuove, riesce ad andargli via. Poi rientra al termine della tornata. Rientra ai box all’ultimo giro per ritirarsi, ma viene comunque classificato 16°.

LANCE STROLL: 4 – Un disastro totale il sabato: riesce solo a precedere Vandoorne che aveva problemi mentre il suo compagno si invola in Q2. 19° tempo, parte 17° solo grazie alle penalità di Ricciardo e Gasly. Riesce a sorpassare Hartley, ma viene poi passato da Ricciardo. Poi segue a leggera distanza il compagno. Al giro 55 si ritira.

SEBASTIAN VETTEL: 4,5 – Vero che Hamilton non c’è, ma in qualifica compie un capolavoro per precedere uno scatenato Bottas e andare a prendersi una fantastica pole. Parte bene e mantiene tranquillamente la leadership. Fa quello che vuole là davanti, accumulando poco alla volta giro per giro del tempo su Bottas, fino a raggiungere circa 5 secondi di vantaggio. Rientra al giro 26 e indossa alle soft, esce dietro a Räikkönen ma davanti a Hamilton, quindi al 4° posto. Al giro 39 Kimi lo lascia passare e torna in testa. Si schianta al giro 52 al Motodrom sotto la pioggia. Errore molto grave e che pesa triplo: lo commette solo lui (oltre a Leclerc, che però ha la “fortuna” di farlo in un punto senza la barriera vicina) e in più il suo rivale per il titolo va a vincere.

SERGEJ SIROTKIN: 6 – Il russo è autore della migliore qualifica dell’anno: parte addirittura 12° e distrugge letteralmente Stroll che è ultimo. In partenza rimane lì, poi è passato da Hamilton, Ocon ed Ericsson e Ricciardo e torna 16°. Al giro 54 saluta tutti per un problema tecnico.

DANIEL RICCIARDO: 6,5 – Non partecipa neppure al Q2, consapevole di dover partire in penultima posizione a causa dei vari cambi di parti del motore, precede il solo Gasly che si prende la stessa penalità ma scatta più indietro. Al via con le medie, parte guardingo e mantiene il 19° posto, poi in sei giri scavalca Vandoorne, Hartley e le due Williams. Al giro 9 scavalca Ricciardo, salendo 14°, poi supera anche Ocon. Al giro 17 vince un bel duello con Alonso e si porta così 12°. Bello anche il sorpasso a Leclerc, che gli consente di salire 10°. Poi con le soste degli altri è perfino 6°, ma al giro 29 ha un problema tecnico e abbandona.