Si chiude con un bilancio estremamente positivo la trasferta italiana al Bulgaria Open 2026, nel torneo G2 tra i più competitivi del calendario europeo.
Bulgaria Open 2026: le medaglie dell’Italia
Domenica di festa per il Taekwondo italiano. Al Bulgaria Open 2026 la Nazionale Azzurra ha confermato il suo eccellente stato di forma in tutte le specialità, dal combattimento al poomsae fino al freestyle, confermando la bontà del lavoro della federazione FITA.
Tra i Senior di combattimento, la prima giornata ha subito messo in evidenza il valore degli atleti italiani. A salire sul gradino più alto del podio è stato Vito Dell’Aquila, vincitore nella categoria -63 kg al termine di un percorso convincente. Prestazioni di spessore anche per Simone Alessio, argento nei -87 kg, e per Anna Frassica, seconda classificata nei -53 kg. Tre medaglie che hanno subito proiettato l’Italia tra le nazioni di riferimento del torneo.
Eccezionale il risultato della Nazionale Junior di combattimento, che ha conquistato il primo posto nella graduatoria a squadre. Un traguardo costruito grazie agli ori di Virginia Lampis (-44 kg), Sofia Frassica (-63 kg) e Clio Sottile (-55 kg). A completare il bottino, gli argenti di Luca Fabian Serban (-68 kg) e Andrea Zappone (-78 kg), oltre ai bronzi di Lucrezia Maloberti (-49 kg) ed Elisa Martina (-59 kg). Un successo che conferma la solidità del vivaio e il lavoro mirato sulla crescita dei giovani talenti.
Ottimi riscontri anche dalla Nazionale di Poomsae e Freestyle, capace di conquistare complessivamente 11 medaglie. Nel Recognized Poomsae sono arrivati gli argenti di Claudia Cianci, Elena Blundo, Nicolas Achilli e della coppia Junior Nicolas Achilli–Greta Mascherino, insieme ai bronzi di Alessio Notaro e del Team Female Under 30 formato da Gao Li He, Beatrice Coradeschi e Claudia Cianci. Nel Freestyle, da sottolineare gli ori di Filippo Di Vincenzo e della coppia Under 17 con Sofia Bechini, oltre agli argenti di Luca Matellini e Sofia Bechini e al bronzo conquistato da Gaia Lettera. Il Bulgaria Open 2026 certifica dunque la crescita costante del movimento azzurro.










