Vuelta Espana 2019, le pagelle: Roglic perfetto, deludono Lopez e Quintana

Primoz Roglic - Foto Facebook Team Jumbo-Visma

Le pagelle della Vuelta a Espana 2019. Tutti i voti dell’edizione appena terminata della corsa nella penisola iberica. Vince Roglic, autore di una corsa davvero perfetta.
TUTTI I VOTI

Roglic 10
Partiva come il grande favorito e non ha deluso le attese. Inattaccabile, mai un segno di cedimento, ha costruito il suo successo a cronometro e lo ha consolidato in montagna, dove nessuno è riuscito a metterlo realmente in difficoltà. Diventa il primo sloveno a vincere un grande giro. PADRONE

Pogacar 10
A proposito di Slovenia. Eravamo consapevoli del talento del ragazzo dell’UAE ma era difficile immaginare che potesse arrivare così in alto e salire sul gradino più basso del podio. Oltre alla terza posizione bisogna aggiungere: tre successi di tappe, la maglia bianca e il capolavoro alla ventesima tappa, frutto di coraggio e spregiudicatezza. Ci farà divertire ancora molto in futuro. TALENTO

Gilbert 9 – Valverde 8.5
Gli anni passano ma non per loro che sembrano avere l’elisir della giovinezza. Il belga trova due successi di tappa e fa prove di Mondiale, mentre il campione iridato chiude in seconda posizione in classifica generale. Mezzo punto in meno per lo spagnolo che perde in eleganza nel giorno della caduta di Roglic e Lopez. GIOVINCELLI

Cavagna 8
Mostruoso, il gregario che tutti vorrebbero. Costantemente a disposizione, costantemente all’attacco e alla fine arriva il successo nella tappa di Toledo. Palesa una gamba da top rider e si candida (Spoiler Alert) ad essere un grande protagonista alla prova a cronometro mondiale. CHE GAMBA

Bennett 8
Stesso discorso di Cavagna vale anche per Bennett che diventa un elemento super competitivo per la prova Mondiale nello Yorkshire. Condizione strepitosa sia in volata che sugli strappi, generoso quando serve, tosto a non mollare quando il gioco si faceva duro. Porta a casa due successi di tappa e diversi piazzamenti d’onore. CAGNACCIO

Hagen 7
Certo Pogacar è stato sorprendente ma la vera sorpresa della corsa è stato questo ragazzo della Lotto Soudal che finalmente sembra aver trovato un corridore competitivo per la classifica generale. Solido e tenace in salita, un bel vedere. SORPRESA

Bouchard – Higuita 6
Altre due belle rivelazioni in questa Vuelta. Il francese ha dimostrato di essere uno scalatore interessante e con diversi attacchi ha fatto sua la maglia a pois. Il colombiano, invece, è spavaldo e attacca e con questo atteggiamento trova il primo successo in carriera. RIVELAZIONI

Lopez 5
Nelle prime tappe di montagna era senza dubbio il più forte ma non è stato in grado di sfruttare le occasioni che si sarebbe potuto creare. Alla fine crolla nell’ultima tappa sotto l’attacco di Pogacar, perde la maglia bianca e non trova il podio, nonostante sia uno dei più tenaci a provare a mischiare le carte in corsa. Il premio di più combattivo della Vuelta è, però, solo un contentino. Ci si aspettava molto di più. SOTTOTONO

Quintana 4
Nell’ultima settimana non è mai con i migliori in salita e addirittura esce dalla zona podio. Rientra con bravura e fortuna nella tappa del vento, riperderà la posizione nei giorni seguenti. La vittoria di tappa nel secondo giorno di Vuelta con un colpo da finisseur non basta per la sufficienza. DELUSIONE

Aru 3
Esce di classifica e abbandona la Vuelta, chiaramente non è solo colpa sua ma probabilmente ha voluto forzare il rientro ed esagerare facendo sia Tour che Vuelta. Non ci resta altro da fare che aspettarlo e sperare torni il vero Aru. BRUTTA COPIA

Gaviria 2
Per il colombiano vale più o meno lo stesso discorso di Aru, forse una condizione poco buona e un po’ di sfortuna, tra cui la caduta nella prima tappa nella cronometro a squadre, non gli permettono di essere mai realmente competitivo. Il problema è che non lo si vede davvero mai, non riesce in nessun’occasione a sprintare come lui sa fare. ASSENTE

Team Ineos 1
Vedere la Ineos costantemente nelle ultime posizioni del gruppo è insolito. Non riescono ad essere mai competitivi nemmeno per le tappe, ad eccezione di un indomabile Geoghegan (6) che ci prova in tutti i modi. Non brillano mai e Poels che dovrebbe essere il capitano non sfrutta l’occasione. OMBRE

About the Author /

A 6 anni i primi calci a un pallone, a 12 le prime pedalate in sella a una Bianchi e non ci è voluto molto a capire che quelli erano i miei due mondi e che avrei dovuto raccontarli, scrivendo i gol dei campioni e le imprese degli eroi su due ruote. A 20 anni mi ritrovo a studiare presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Bologna