Il giro di Romania 2026 si incastra perfettamente tra la stagione delle Classiche del Nord e il via del Giro d’Italia, confermandosi come uno degli appuntamenti più interessanti della primavera. La corsa scatterà martedì 28 aprile e si chiuderà domenica 3 maggio, per un totale di 851,7 chilometri, cinque tappe in linea più un prologo e un dislivello di 14.183 metri. A rendere ancora più affascinante questa edizione c’è anche la presenza di Tadej Pogacar.
Il prologo apre, poi Martigny può già selezionare
La corsa partirà con un cronometro individuale di appena 3,2 chilometri a Villars-sur-Glane, utile soprattutto per assegnare prima maglia di leader. Ma già il giorno dopo il torno cambierà parecchio: la Martigny-Martigny, lunga 171,2 km, proporrà tre passaggi su La Rasse e soprattutto l’ascesa di Ovronnaz, 9 chilometri al 10%, con vetta a 34 km dall’arrivo.
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Le due tappe successive, Rue-Vucherens e Orbe-Orbe, sembrano più ondulate che realmente alpine, ma non per questo innocue: il GPM di Vuillens e soprattutto il Col du Mollendruz potrebbero favorire attacchi da lontano e mettere in difficoltà chi arriverà corto di gambe.
Charmey può spaccare la corsa, ma Leysin può ancora ribaltarla
La tappa che più intriga è però la Broc-Charmey di sabato 2 maggio. È la più breve tra quelle in linea, ma propone tre passaggi sullo Jaunpass e un finale molto nervoso: l’ultima scalata misura 8 km all’8,3%, con scollamento a 17km dal traguardo, seguito da discesa e falsopiano.

Romandia 2026, Chamrey può spaccare la corsa mentre Leysin ribaltarla (Photo by POOL ETIENNE GARNIER/Belga/Sipa USA) – Sportface.it
È qui che la classifica può saltare davvero. Attenzione però anche alla trazione conclusiva: la Lucens-Leysin porterà il gruppo verso una salita finale di 14km attorno al 6%, dopo oltre 160km quasi pianeggianti. In sostanza, la Cahrmey può incendiare il Romandia, ma Leysin può ancora decidere tutto.









