Dopo le prime classiche del Nord, il calendario entra nella fase delle corse a tappe con uno degli appuntamento più attesi: la Parigi-Nizza 2026. L’edizione di quest’anno scatta domenica 8 marzo da Achèeres e si chiude domenica 15 marzo a Nizza. al termine di otto tappe per un totale di 1229,9km.
L’obiettivo comunque è trovare l’erede di Matteo Jorgenson, vincitore uscente, in una settimana che tradizionalmente miscela vento, salite e giornate nervose.
Favoriti e scenario generale
Il faro principale punta su Jonas Vingegaard, atteso al debutto stagionale: la Parigi-Nizza è spesso un test immediato per capire “a che punto” è una big, senza possibilità di nascondersi. Tra i rivali indicati figura Joao Almeida, uomo di riferimento della UAE Team Emitares XRG, chiamato a sfidare il danese sul terreno più selettivo.
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Al via ci sono 16 squadre WolrdTour, ma la presenza italiana è definita ridotta: gli azzurri in gruppo sono soltanto otto, numero che rende ogni piazzamento ancora più “pesante” in termini di visibilità.
Italia: otto nomi, un leader d’esperienza
La spedizione italiana ruota attorno a Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling Team), indicato come il riferimento più esperto: il veneto ha appena dimostrato di avere ancora gamba e mestiere con il terzo posto alla Kuurne-Brussels-Kuurne. Con lui, tra i nomi più in forma, spicca Davide Piganzoli, reduce dal sesto posto alla Faun Ardéche Classic.
Completano la lista Lorenzo Milesi (Movistar Team), Damiano Caruso (Bahrain Victorious), Lorenzo Rota (Lotto Intermaché), Alberto Dainese (Soul Quick-Step), Edoardo Aggini (Team Visma|Lease a Bike) e Nicola Conci (XDS Astana Team). Otto corridori, ruoli diversi: chi cercherà la volata, chi lavorerà da motore in pianura, chi proverà a stare vicino ai migliori quando la strada inizierà a salire.










