Mikel Landa ha segnato sul calendario il 17 giugno come giorno della sua verifica definitiva: il Tour de Suisse sarà il banco di prova per capire se potrà affrontare il Tour de France che partirà da Barcellona il 4 luglio.
L’infortunio subito l’8 aprile alla Itzulia, quando un contatto con il veicolo del medico lo fece cadere rovinosamente, lo ha tenuto fermo per settimane. La frattura pelvica e le complicazioni muscolari e nervose hanno rallentato il ritorno all’allenamento e reso ogni decisione sulla Grande Boucle più complessa.
Landa, cinque tappe per valutare lo stato di forma
La corsa svizzera partirà da Sondrio e terminerà a Villars-sur-Ollon, coprendo 633 chilometri suddivisi in cinque tappe. Per Landa non si tratta di gareggiare fianco a fianco con campioni come Pogacar, Van der Poel o Roglic, ma di tastare le proprie sensazioni, capire se la resistenza e la potenza sono tornate a livelli competitivi.
Un passato costellato di cadute
Non è la prima volta che Landa deve fare i conti con la sfortuna. Nel 2025 cadde già alla prima tappa del Giro d’Italia e quest’anno la caduta in discesa verso Lekunberri ha ricordato quanto il ciclismo possa essere imprevedibile.
Per Landa, la prova svizzera è molto più di un semplice ritorno in gara: è un crocevia per pianificare il resto della stagione. Il risultato e le sensazioni di queste cinque tappe determineranno se potrà essere competitivo sulle strade francesi o se sarà costretto a rinunciare.









