Il Giro d’Italia deve ancora entrare davvero nel vivo, eppure attorno alla corsa si starebbe già respirando un clima pesante. Tra squadre costrette a isolare corridori, staff medici in allerta e atleti alle prese con febbre alta, nausea e vomito, i primi giorni della corsa rischiano di trasformarsi in qualcosa di molto diverso rispetto alla classica tensione da grande giro.
La sensazione è che nessuno abbia ancora capito fino in fondo quanto sia esteso il problema e il timore non riguarda più soltanto il rendimento sportivo, ma la tenuta fisica dell’intero gruppo.
Il Giro d’Italia è partito l’8 maggio e si chiuderà domenica 31 maggio, tre settimane durissime dove anche un semplice virus intestinale può cambiare completamente la corsa. E infatti, secondo quanto riportato da Cadena COPE, alcune squadre starebbero affrontando un vero focolaio gastrointestinale che avrebbe già colpito diversi corridori e membri degli staff.
Il sospetto sul letame e i problemi gastrointestinali
Dalla Spagna raccontano di casi di gastroenterite comparsi improvvisamente durante i giorni precedenti al via della corsa. Febbre, vomito e forti problemi intestinali avrebbero costretto diversi atleti a lavorare separati dal resto della squadra, con condizioni fisiche giudicate molto precarie.
Secondo le informazioni rilanciate dall’emittente spagnola, tra le ipotesi al vaglio ci sarebbe addirittura il contatto con aria contaminata da letame bovino, presente in alcune aree attraversate durante gli allenamenti e le ricognizioni. Una teoria che al momento resta tale, perché non esisterebbero conferme definitive sulle cause precise del focolaio, ma che nel gruppo starebbe circolando parecchio.
Il rischio di un Giro falsato già nelle prime tappe
Queste situazioni possono lasciare segni anche dopo la guarigione apparente. Le gambe magari tornano, ma le energie no. Dentro alcune squadre ci sarebbe parecchia preoccupazione soprattutto per la seconda settimana, quella dove iniziano a emergere davvero le differenze di condizione.
Il problema è anche pratico, quasi quotidiano. Staff costretti a cambiare alimentazione all’ultimo momento, corridori isolati negli hotel, medici che monitorano continuamente temperatura e livelli di idratazione. E mentre il Giro prova ad accendersi sportivamente, il gruppo sembra già correre con un pensiero fisso addosso: capire chi riuscirà davvero ad arrivare sano fino in fondo.









