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Il Giro d’Italia 2026, pendenze e segreti della terza e ultima drammatica settimana

Vingegaard su strada
Vingegaard ci sarà al Giro d'Italia (IPA Agency) - Sportface.it

Il Giro d’Italia 2026 si gode l’ultimo lunedì di quiete prima della tempesta.

Il Giro d’Italia 2026 si vive su Sportface con gli highlights e gli approfondimenti di Giro Express

Sportface vi porta dritti nel cuore della corsa.

Archiviato il giorno di riposo, la Corsa Rosa si prepara a vivere i sei giorni più caldi dell’anno, quelli che condurranno il gruppo fino alla passerella finale di Roma di domenica 31 maggio.

Se Jonas Vingegaard viaggia a vele spiegate verso un trionfo che sembra ormai in totale controllo, alle sue spalle la bagarre per il podio e per le posizioni di vertice è più aperta che mai.

Gli italiani sono li, Pellizzari sesto e Piganzoli decimo, pronti ad approfittare di un passo falso o crollo da parte di chi li precede, il podio è alla loro portata

  • 1. Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) – 59:12:56
  • 2. Afonso Eulalio (Bahrain-Victorious) +2’26”
  • 2. Felix Gall (Decathlon CMA CGM) +2’50”
  • 4. Thymen Arensman (Ineos Netcompany) +3’03”
  • 5. Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe) +3’43”
  • 6. Giulio Pellizzari (Red Bull BORA-Hansgrohe) +4’22”
  • 7. Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) +4’46”
  • 8. Ben O’Connor (Team Jayco AlUla) +5’22”
  • 9. Derek Gee (Lidl-Trek) +5’41”
  • 10. Davide Piganzoli (Team Visma – Lease a Bike) +6’13”
  1. Paul Magnier – 145 punti
  2. Jhonatan Narvaez – 131 punti 
  3. Jonathan Milan – 78 punti 
  4. Jasper Stuyven – 71 punti
  5. Guillermo Silva – 70 punti

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  1. Jonas Vingegaard – 161 punti
  2. Jardi van der Lee – 77 punti
  3. Giulio Ciccone – 75 punti
  4. Felix Gall – 72 punti
  5. Diego Pablo Sevilla – 63 punti
  1. Afonso Eulalio – 59h17:02
  2. Giulio Pellizzari +01:56”
  3. Davide Piganzoli +03’47”
  4. Mathys Rondel +4’32”
  5. Marcel Beloki +9’07”

Il menu dell’ultima settimana è per cuori forti, sei tappe ad altissima intensità, un dislivello complessivo da brividi e i mostri sacri delle Alpi e delle Dolomiti a fare da giudici severissimi.

Si comincia già domani con il traguardo in quota a Carì, per poi toccare l’apice venerdì sul leggendario Passo Giau e sabato con la doppia scalata del Piancavallo.

Di seguito, l’analisi dettagliata e la guida tecnica di tutte le salite che decideranno il Giro 2026.

Martedì 26 maggio – 16ª tappa: Bellinzona – Carì (113 km)

Un tappone breve ma senza un attimo di respiro. Subito dopo il via si sale per pendenze che lasceranno pochissimo spazio alla tattica.

  • Torre: 4,7 km al 5,5% di pendenza media (punte massime al 10%).

  • Leontica: 3,0 km all’8,5% di media, con strappi verticali fino al 14%.

  • Carì (Arrivo in quota): 11,7 km al 7,9% di pendenza media. È l’ascesa che farà la prima vera selezione, con rampe massime che toccano il 13%.

Mercoledì 27 maggio – 17ª tappa: Cassano d’Adda – Andalo (202 km)

Frazione lunga e di logoramento. Non ci sono pendenze estreme, ma il chilometraggio e la continuità delle salite si faranno sentire nelle gambe dei corridori.

  • Passo dei Tre Termini: 8,2 km al 5,9% di media (massima 10%).

  • Cocca di Lodrino: 8,2 km al 4,0% di media (massima 10%).

  • Andalo-Lever: 8,3 km al 3,9% di media (massima 9%).

Giovedì 28 maggio – 18ª tappa: Fai della Paganella – Pieve di Soligo (151 km)

Una giornata apparentemente mossa, ma che nasconde una trappola micidiale nel finale, adatta a finisseur o a imboscate di classifica.

  • Fastro: 3,2 km al 4,1% di media (massima 9%).

  • Muro di Ca’ del Poggio: 1,1 km al 12,3% di pendenza media. Un vero e proprio muro fiammingo nel cuore del Veneto, con pendenze monstre fino al 19%.

Venerdì 29 maggio -19ª tappa: Feltre – Alleghe (151 km)

Il tappone dolomitico per eccellenza. Cinque GPM racchiusi in pochissimi chilometri, dominati dal gigante del Giro: il Passo Giau. Una giornata da dentro o fuori.

  • Passo Duran: 12,1 km all’8,2% di media (punte del 14%).

  • Coi: 5,8 km al 9,7% di media, una salita durissima con pendenze massime che arrivano al 19%.

  • Forcella Staulanza: 6,3 km al 6,7% di media (massima 10%).

  • Passo Giau: 9,9 km al 9,3% di pendenza media costante. È la salita simbolo, un inferno che non scende mai sotto l’8% e tocca punte del 14%.

  • Passo Falzarego: 10,1 km al 5,6% di media (massima 10%).

  • Alleghe: 5,0 km al 9,6% di media, con l’ultimo strappo al 15% prima del traguardo.

Sabato 30 maggio – 20ª tappa: Gemona del Friuli – Piancavallo (200 km)

L’ultimo verdetto per la maglia rosa. Duecento chilometri di fatica che culmineranno sul Piancavallo, da scalare per ben due volte nel corso della frazione per emettere i giudizi definitivi.

  • Clauzetto: 6,9 km al 5,7% di media (massima 9%).

  • Piancavallo (Doppia scalata): 14,5 km al 7,8% di pendenza media. Una salita infinita e selettiva, le cui pendenze massime arrivano al 14% proprio nei tratti centrali.

Domenica 31 maggio – 21ª tappa: Roma – Roma (131 km)

  • Nessuna salita in programma. Passerella finale nella Capitale per le foto di rito, senza grandi patemi o possibili sorprese. Protagonista la parata della maglia rosa e l’ultimo sprint per i velocisti rimasti in gara

Gli highlights delle tappe sono infatti accessibili comodamente da casa o da dispositivi mobili sul canale free di Sportface presente su Amazon Prime Video.

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