Dopo il giorno di riposo, il Giro d’Italia 2026 si prepara a vivere la sua terza e ultima settimana. La corsa sembra aver individuato il proprio padrone, ma la lotta per il podio resta ancora apertissima. Da martedì 26 e domenica 31 maggio il gruppo affronterà montagne vere, tappe insidiose e l’epilogo finale a Roma.
Da Carì ad Andalo: subito salita e trappole
Si riparte con la sedicesima tappa, la Bellinzona-Carì di 113 chilometri: frazione breve ma durissima, con 3000 metri di dislivello e l’arrivo in salita a Carì, prima categoria di 11,7 km al 7,9%. Mercoledì toccherà alla Cassano d’Adda-Andalo, lunga 202 km, più ondulata che esplosiva, ma con diversi GPM e l’ascella finale di Andalo-Lever a meno di undici chilometri al traguardo.
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Giovedì spazio alla Fai della Paganella-Pieve di Soligo, tappa 171 km con il muro di Ca’ del Poggio nel finale: terreno ideale per attaccanti e imboscate.
Dolomiti, Piancavallo e passerella finale a Roma
Il momento chiave arriverà venerdì con la Feltre-Alleghe: 151 chilometri e 5000 metri di dislivello, con Passo Duran, Coi, Staulanza, passo GGiau, Falzarego e salita finale verso Alleghe.
Sabato, nella Ghemona del Friuli-Piancavallo, ci sarà l’ultima vera occasione per ribaltare il Giro, con doppio passaggio su Piancavallo, salita di prima categoria da 14,5 km al 7,8%. Domenica 31 maggio chiusura a Roma, con circuito finale da ripetere otto volte e probabile volata ai Fori Imperiali.










