Lo statunitense della Visma-Lease a Bike firma la sua prima vittoria al Giro d’Italia imponendosi sull’arrivo di Alleghe. Sfuma nel finale il sogno di Giulio Ciccone, protagonista di una lunga azione e nuovo leader della classifica degli scalatori.
Il Giro d’Italia 2026 regala un’altra giornata di grande spettacolo sulle Dolomiti. A trionfare nella diciannovesima tappa, la Feltre-Alleghe (Piani di Pezzè) di 151 chilometri, è stato Sepp Kuss, che ha conquistato in solitaria il suo primo successo in carriera alla Corsa Rosa.
Lo statunitense della Visma-Lease a Bike ha sferrato l’attacco decisivo negli ultimi chilometri, raggiungendo e superando Giulio Ciccone, protagonista di una lunga fuga e a lungo vicino a un’impresa che avrebbe infiammato il pubblico italiano.
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Kuss beffa Ciccone nel finale
L’abruzzese della Lidl-Trek aveva animato la corsa sin dalle prime salite, conquistando anche la Cima Coppi sul Passo Giau e lanciandosi all’attacco in discesa quando mancavano circa venti chilometri al traguardo.
La sua azione sembrava poter arrivare fino in fondo, ma a 2,2 chilometri dall’arrivo è arrivato il ritorno di Kuss, che ha mostrato una condizione superiore nell’ultima ascesa verso i Piani di Pezzè.
Alle spalle dello statunitense si è piazzato il canadese Derek Gee, secondo a 13 secondi, mentre Ciccone ha chiuso terzo dopo una giornata comunque da protagonista.
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Vingegaard controlla e resta leader
Nessuno scossone in classifica generale. Jonas Vingegaard ha gestito senza difficoltà la situazione e conserva la maglia rosa alla vigilia della decisiva penultima tappa.
Il danese della Visma-Lease a Bike si presenterà infatti da leader alla Gemona del Friuli-Piancavallo, ultima grande occasione per gli uomini di classifica prima della passerella finale di Roma.
Kuss: “Jonas mi ha detto di seguire Ciccone”
Al termine della tappa, Kuss ha raccontato come sia nata la sua vittoria.
«Non capita spesso di avere questa libertà, ma quando si presenta un’opportunità del genere bisogna coglierla. Jonas mi aveva detto di seguire Ciccone e dare tutto. Sono davvero felice».
Particolarmente emozionante anche il riferimento alla famiglia:
«A cinquecento metri dall’arrivo ho visto mia madre. Non riesco ancora a credere che abbia fatto tutta questa strada per essere qui. Lei e mio padre mi hanno sempre sostenuto».
Ciccone conquista la maglia azzurra ma polemizza con Rubio
Nonostante la delusione per la vittoria sfumata, la giornata di Ciccone resta positiva grazie al sorpasso su Vingegaard nella classifica degli scalatori.
L’azzurro, però, non ha nascosto il proprio disappunto per quanto accaduto durante la corsa con Einer Rubio.
«Sul GPM non c’è stato rispetto. Credo si fosse arrabbiato per il traguardo Red Bull, ma era una questione tra uomini di classifica. Poi ho sbagliato anch’io a fidarmi».
Ciccone ha comunque rivendicato la propria strategia aggressiva:
«Ho speso tantissimo, ma era l’unico modo che avevo per provare a vincere. Ho trovato corridori che mi hanno aiutato come Pellizzari e Bettiol. L’arrabbiatura mi ha dato anche un po’ di energia in più per affrontare la discesa».
Piancavallo ultimo banco di prova
Il Giro entrerà domani nella sua fase decisiva con la ventesima tappa. I riflettori saranno puntati soprattutto su Vingegaard e sui suoi rivali per la classifica generale, ma anche su Ciccone, chiamato a difendere la maglia azzurra conquistata dopo una giornata di grande coraggio.









