Il Giro d’Italia 2026 si annuncia come una corsa completa, selettiva e ricca di trappole fin dalle prime giornate. La Grande Partenza sarà in Bulgaria, con tre tappe iniziali, poi il ritorno in Italia dalla Calabria e un percorso che crescerà progressivamente di difficoltà fino al durissimo trittico finale tra Dolomiti e Friuli. In mezzo, una sola cronometro individuale, lunga 42km tra Viareggio e Massa.
Dalla Bulgaria al primo grande arrivo in salita
Le prime tappe offriranno subito scenari diversi: possibile volata nella Nesebar-Burgas, frazione più insidiosaverso Valiko Tarnovo e arrivo nella capitale Sofia dopo il GPM di Borovets. Dopo il primo riposo, il Giro ripartirà dalla Calabria con la Catanzaro-Cosenza, poi spazio alla mossa verso Potenza, tappa mossa e piena di strappi.
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Il primo vero snodo arriverà però con la Formia-Blockhaus, settima frazione da 244 km con arrivo in salita: il Blockhaus, con 13,6 km all’8,4% e punte al 14%, sarà il primo test pesante per gli uomini di classifica. Poi ancora muri e finali nervosi tra Fermo, Como alle Scale e Liguria.
Alpi, Svizzera e Dolomiti: il Giro si decide in salita
La seconda parte entrerà nel vivo con la Aosta-Pila, primo tampone alpino: Saint-Barthélémy, Doues, Lin Noir, Vergogne e salita finale verso Pila. Dopo Milano, la terza settimana ripartirà dalla Svizzera con la Bellinzona-Carì, corta ma durissima.
Il gran finale sarà micidiale: la Feltre-Alleghe proporrà Duran, Coi, Staulanza, Giau, Falzarego e arrivo in salita, mentre la Gemona del Friuli-Piancavallo porterà due volte. sull’ascesa di Piancavallo. Chiusura a Roma, ma lì probabilmente il Giro avrà già presentato il conto.










