Inter in lutto, si è spento a 69 anni Evaristo Beccalossi, indimenticabile numero dieci nerazzurro. L’ex calciatore è morto stanotte alla Poliambulanza di Brescia dopo una malattia.
La malattia e gli anni d’oro in nerazzurro
Da oltre un anno le condizioni di salute di Beccalossi non erano delle migliori. Nel gennaio del 2025, infatti, una grave emorragia cerebrale lo aveva colpito, costringendolo a un lungo periodo di coma fino al decesso avvenuto nelle scorse ore nella sua città natale.
Cresciuto nel Brescia, il centrocampista offensivo ha legato la fase più importante della sua carriera all’Inter, dove ha giocato dal 1978 al 1984. Sotto la guida del tecnico Eugenio Bersellini, Beccalossi ha conquistato lo scudetto nella stagione 1979-1980 e la Coppa Italia nel 1981-1982.
In maglia nerazzurra ha collezionato complessivamente 216 presenze e 37 reti, mettendosi in luce anche per una storica doppietta nel derby contro il Milan vinto per 2-0 nell’ottobre del 1979.
Terminato il ciclo interista, ha proseguito la carriera vestendo le divise di Sampdoria, Monza, Barletta e Pordenone, ritirandosi dal calcio giocato nel 1991 per poi intraprendere il ruolo di opinionista televisivo.
Il genio di Evaristo, amato dai tifosi nerazzurri
In campo Beccalossi ha rappresentato perfettamente la figura del fantasista, dotato di qualità ed estro, a discapito della tattica pura. Forse anche questa sua naturale insofferenza agli schemi, lo ha reso un beniamino assoluto della tifoseria interista, ma gli ha anche precluso la maglia della Nazionale.
Tra i ricordi indimenticabili nella sua carriera c’è il 15 settembre 1982. Un ricodo amaro ma che ha segnato simpaticamente la sua personale storia.
Durante un gara di Coppa delle Coppe contro lo Slovan Bratislava, sullo zero a zero, Beccalossi aveva fallito due rigori a pochi minuti di distanza. Questa clamorosa sequenza, ispirò anche un celebre monologo del comico Paolo Rossi, consegnando definitivamente il calciatore alla leggenda del calcio italiano per il suo inconfondibile mix di talento e imperfezione umana.
Lasciato il calcio giocato, Evaristo è stato anche impegnato in Nazionale ed in numerosi programmi tv, dove la sua simpatia è sempre stata gradita dai tifosi di tutte le squadre.










