La terza decisiva settimana del Giro d’Italia 2026 si aprirà martedì 26 maggio con la sedicesima tappa, la Bellinzona-Carì. Una frazione interamente in territorio svizzero, lunga 113 chilometri, che rappresenterà l’unico sconfinamento della Corsa Rosa dopo la Grande Partenza in Bulgaria. Il chilometraggio ridotto non deve ingannare: con 3000 metri di dislivello e un arrivo in salita molto duro, la giornata può diventare decisiva per gli uomini di classifica.
Percorso breve, ma pieno di insidie
La prima parte di gara sarà in legga salita e porterà il gruppo verso un circuito di 22 chilometri da ripetere due volte. In questa fase i corridori affronteranno due asperità: la salita di Torre, classificata di terza categoria, e soprattutto quella di Leontica, seconda categoria di tre chilometri con pendenze comprese tra l’8,5% e il 14%.
Segui le nostre dirette e i nostri contenuti su Sportface Tv. Per scaricare gratuitamente l’app di Sportface TV, puoi accedere al Play Store per Android e scaricare l’app Sportface. Se hai un dispositivo iOS, puoi scaricare l’app dall’App Store. L’app è disponibile anche per l’uso web tv.sportface.it
Un tratto che potrebbe già selezionare il gruppo e mettere sotto pressione le squadre dei big, soprattutto se qualcuno decidesse di accendere la corsa prima del previsto.
La salita finale può far male alla classifica
Dopo il circuito, la tappa passerà dal traguardo intermedio di Ludiano, posto al chilometro 74,7, prima di entrare nella valle del San Gottardo. L’avvicinamento continuerà a salire fino a Faido, dove sarà collocato il chilometro RedBull e inizierà l’ascesa finale verso Carì. La salita conclusiva, di prima categoria, misura 11,7 chilometri e presenta pendenze tra il 7,9% e il 13%, con un breve falsopiano a Campello.
Gli ultimi tre chilometri resteranno attorno all’8%, ma le rampe più dure arriveranno proprio nell’ultimo chilometro. Traduzione: tappa corta sì, ma con il conto da pagare alla fine.










