Il percorso del Giro d’Italia 2026 subisce alcuni aggiustamenti a tre settimane dalla partenza, prevista venerdì 87 maggio dalla Bulgaria, con chiusura 31 maggio a Roma. Le modifiche principali riguardano due tappe, ma non mancano anche correzioni ministri nei chilometraggi di diverse frazioni. In sostanza, la Corsa Rosa cambia senza stravolgersi, ma con due interventi che possono incidere in modo concreto sullo sviluppo della gara.
Chiavari si complica: entra lo strappo di Cogorno
La variazione più significativa riguarda l’undicesima tappa, la Porcari-Chiavari, che viene allungata da 187 a 195 chilometri. Nel nuovo disegno entra infatti anche lo strappo di Cogorno, una salita di 4,6 km al 6,7% di pendenza media.
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Dalla vetta del KM Red Bull al traguardo resteranno soltanto 12,6 chilometri, dettaglio che rende questo inserimento tutt’altro che ornamentale: lì potrebbero nascere scatti, distacchi e anche secondi precisi grazie agli abbuoni in palio.
Napoli cambia volto, ritocchi anche ad altre tappe
L’altra modifica sostanziale interessa la sesta frazione, la Paestum-Napoli. Il chilometraggio resta invariato, ma il traguardo non sarà più sul lungomare Caracciolo: l’arrivo viene spostato in Piazza del Plebiscito, con un finale sui sampietrini in uno degli scenari più iconici della città partenopea. A Napoli, proprio in quella zona, si concluse una cronometro vinta da Francesco Moser nel 1979.
Oltre a queste due novità, cambiano pure alcune misure: la terza, la quarta e la dodicesima tappa vengono accorciate rispettivamente di uno, due e due chilometri, mentre la tredicesima, la quindicesima e la diciottesima vengono allungate di uno, sette e due chilometri. Piccoli ritocchi sulla carta, ma al Giro anche i dettagli spesso sanno fare rumore.










