Il Giro delle Fiandre 2026 si avvicina con tutto il suo amico di fascino, fatica e prestigio. La seconda Monumento della stagione andrà in scena domenica 5 aprile, giorno di Pasqua, su un percorso che resta fedele alla tradizione: 16 muri, sei tratti di pavé e il classico arrivo a Oudenaarde.
Il livello della corsa sarà altissimo, anche perché al duello annunciato tra Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel si è aggiunta pure la presenza di Remco Evenpoel, altro nome capace di alzare ulteriormente il peso specifico della gara. In questo contesto, l’Italia si presenterà con un gruppo ristretto ma comunque interessante, affidato all’esperienza e alla solidità di alcuni interpreti ben conosciuti nelle classiche del Nord.
Nove azzurri al via
In attesa delle ultime conferme ufficiali, saranno nove gli italiani al via della corsa fiamminga. Il gruppo comprendere Alessandro Borgo per la Bahrain Victorious, Lorenzo Milesi con la Movistar, Edoardo Affini per la Visma Lease a Bilke e un terzetto Astana formato da Alberto Bettiol, Davide Ballerini e Alessandro Romele. Completano la lista Edoardo Zamperini della Cofidis e la coppia Tudor composta da Matteo Trentin e Luca Mozzato.
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È una spedizione che unisce corridori di grande esperienza, uomini da lavoro e profili che possono provare a ritagliarsi spazio in una gara sempre selettiva e poco incline alle sorprese improvvisate.
L’assenza di Ganna pesa
Il nome che manca di più è inevitabilmente quello di Filippo Ganna, reduce dal successo nell’Attraverso le Fiandre ma anche dalla startlist perché concentrato sulla preparazione vero la Parigi-Roubaix. La sua rinuncia toglie all’Italia una carta pesantissima, anche perché negli ultimi giorni aveva mostrato una condizione eccellente.
Toccherà quindi agli altri azzurri provare a tenere alto il livello, con l’obiettivo di ripotare il tricolore sul gradino più alto delle Ronde per la prima volta dal trionfo di Andrea Bettiol nel 2019.










