Il britannico della Visma-Lease a Bike lascia il ciclismo professionistico a soli 33 anni. Solo pochi mesi fa festeggiava la vittoria al Giro d’Italia a Roma.
Simon Yates dice addio al ciclismo professionistico. Il corridore britannico, 33 anni, ha annunciato a sorpresa il proprio ritiro dalle competizioni attraverso un messaggio pubblicato sui social, cogliendo di sorpresa tifosi e addetti ai lavori. Una decisione che arriva a pochi mesi da uno dei momenti più alti della sua carriera: la vittoria del Giro d’Italia, celebrata lo scorso 1 giugno a Roma.
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«Potrà sorprendere molti, ma non è una decisione presa alla leggera», ha scritto Yates nel suo messaggio di commiato. «Ci pensavo da molto tempo e ora sento che è il momento giusto per allontanarmi da questo sport». Parole che raccontano una scelta maturata nel tempo, nonostante i recenti successi.
Yates chiude la carriera con un palmarès di assoluto rilievo. Oltre al Giro d’Italia, il britannico aveva conquistato anche la Vuelta a España nel 2018, diventando uno dei grandi protagonisti dei grandi giri dell’ultimo decennio. In totale sono dieci le vittorie di tappa nei grandi giri, l’ultima delle quali ottenuta nella decima frazione dell’ultimo Tour de France. Nel suo curriculum figura anche la Tirreno-Adriatico 2020, vinta contro una concorrenza di altissimo livello.
Il ciclismo è stato per Yates molto più di una carriera sportiva. «Ha fatto parte della mia vita da quando ho memoria», ha raccontato il corridore, che ha iniziato a pedalare giovanissimo insieme al gemello Adam Yates, anch’egli professionista. «Dalle gare su pista al Velodromo di Manchester, alle vittorie sui palcoscenici più importanti, fino a rappresentare il mio Paese ai Giochi Olimpici: questo sport ha plasmato ogni capitolo della mia vita».
Un percorso fatto non solo di trionfi, ma anche di difficoltà. «Le vittorie resteranno sempre i momenti più importanti, ma anche i giorni più duri e le battute d’arresto sono stati fondamentali. Mi hanno insegnato resilienza e pazienza, rendendo i successi ancora più significativi», ha concluso Yates.
Con il suo ritiro, il ciclismo internazionale perde uno dei protagonisti più talentuosi e riconoscibili della sua generazione, capace di unire classe, continuità e una profonda umanità nel modo di vivere lo sport.









