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Ciclismo

Ciclismo, Pogacar: “Doping? È come buttare via la tua vita, non voglio rischiare di ammalarmi”

Tadej Pogacar
Tadej Poga?ar, UAE Team Emirates at the departure from Busto Arsizio during Tre Valli Varesine, Street Cycling race in Busto Arsizio, Italy, October 08 2024

“Il ciclismo è vittima del suo passato, quando i corridori facevano di tutto per essere i migliori, anche a costo di rischiare la salute e la vita, ma sarebbe stupido mettere a rischio la propria salute per 10 anni di carriera. Ci saranno sempre gelosie e sospetti, non posso farci nulla. Storie di dominio ce ne sono ovunque, negli affari come nello sport. Dura qualche anno, finché non arriva un nuovo talento. Il nostro è uno sport già abbastanza pericoloso così com’è con gli incidenti, i limiti che non si possono superare per il cuore. Se metti a rischio la tua salute per 10 anni di carriera, è come buttare via la tua vita: non voglio correre il rischio di ammalarmi. Così Tadej Pogacar, interpellato alla vigilia del Giro di Lombardia, rispondendo a una domanda sui sospetti di doping dei quali è spesso bersaglio. “Non solo i vincitori facevano di tutto per essere migliori – ha aggiunto –: corridori di cui non conosciamo nemmeno il nome oggi hanno problemi di salute o psicologici a causa di ciò che hanno preso 30 anni fa. Verso questo sport non c’è fiducia e non so cosa possiamo fare per riconquistarla. Dobbiamo solo correre le nostre gare e sperare che la gente cominci a credere in noi. Ma ci sarà sempre un vincitore, e il vincitore è colui che sta sotto i riflettori ed è sospettato di essere un imbroglione. Forse tra qualche generazione la gente dimenticherà il passato, dimenticherà Armstrong e quello che stava facendo all’epoca”, ha concluso Pogacar.

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