Tutti vogliono Vlahovic, ma finora nessuno ha affondato il colpo con decisione. Ed è qui che si inserisce pericolosamente Marotta, in quello che è il suo marchio di fabbrica.
Il nome di Dusan Vlahovic è ormai da mesi stabilmente al centro delle voci di mercato. Non è una novità dell’ultima settimana né un semplice rumor stagionale, perché la situazione contrattuale dell’attaccante serbo, unita a una stagione segnata da alti, bassi e stop fisici, ha aperto uno scenario che va ben oltre la Juventus. Con la scadenza fissata al 30 giugno e l’assenza, ad oggi, di segnali concreti su un possibile rinnovo, Vlahovic si è ritrovato in una posizione rara per un centravanti del suo livello: quella di poter osservare, valutare e scegliere.
L’infortunio che lo tiene temporaneamente fuori dai giochi ha paradossalmente contribuito a rallentare il tempo, offrendo al giocatore uno spazio di riflessione che spesso il calendario non concede. Lontano dal campo, ma non dai radar dei grandi club europei, il serbo è diventato un profilo di assoluto interesse per chi cerca un numero nove nel pieno della maturità calcistica. Barcellona, Bayern Monaco e Milan sono solo alcune delle società che, negli ultimi mesi, hanno raccolto informazioni e mantenuto vivo il contatto con il suo entourage. Non si tratta soltanto di valutazioni tecniche. Il possibile approdo a parametro zero rende Vlahovic una pedina strategica, capace di spostare equilibri economici oltre che sportivi.
Anche chi non ha affondato il colpo nell’immediato ha continuato a monitorare l’evolversi della situazione. L’Inter, ad esempio, lo ha seguito a distanza già nelle passate stagioni, senza mai perdere del tutto il filo. Dopo il pareggio contro il Napoli, i nerazzurri presteranno attenzione massima al mercato, soprattutto quando si presentano opportunità che rientrano in quello che, da anni, è il vero marchio di fabbrica di Beppe Marotta.
Tutti su Vlahovic, anche l’Inter si inserisce: Marotta si sfrega le mani
Entrando nel merito dei fatti, il nodo centrale della vicenda resta economico. L’entourage di Dusan Vlahovic chiede un ingaggio che si aggira attorno agli 8 milioni di euro netti a stagione, una cifra importante che restringe inevitabilmente il campo delle pretendenti. È proprio su questo aspetto che si misura la reale fattibilità di un’operazione che, sul piano tecnico, avrebbe pochi detrattori. La Inter osserva e per ora senza forzare i tempi: Marotta e Ausilio si muovono con cautela, consapevoli che il vero gioco potrebbe aprirsi solo più avanti, quando le certezze economiche delle concorrenti verranno messe alla prova. Al momento, chi sembra in vantaggio è il Barcellona, che ha individuato in Vlahovic il profilo ideale per il dopo Lewandowski.

Tutti su Vlahovic, anche l’Inter si inserisce: Marotta si sfrega le mani – sportface.it (screen Youtube)
Un’operazione di prospettiva, ma anche di immediata competitività, che risponde alle esigenze tecniche dei blaugrana. Il Milan, dal canto suo, continua a spingere, forte del rapporto con Massimiliano Allegri, che già in passato aveva indicato il serbo come riferimento ideale per il proprio progetto.
Eppure, nel silenzio apparente, resta una costante che il mercato italiano conosce bene. Beppe Marotta ha costruito una carriera sulle occasioni colte al momento giusto, spesso quando sembravano ormai sfumate. Vlahovic, per età, status e condizioni contrattuali, rientra perfettamente in questa categoria. L’Inter non è oggi in pole position, o almeno non alla luce del sole, ma si sa: con Marotta non c’è mai da dormire sonni tranquilli per le concorrenti.









