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Spalletti si è stufato, piazza pulita: in 5 via dalla Juve

Spalletti
Spalletti si è stufato, piazza pulita: in 5 via dalla Juve - Sportface.it (screen Youtube)

Quando la Juve sembra aver ripreso i binari giusti, arriva sempre uno stop improvviso. Poco contano le motivazioni, perché Spalletti si è stufato e ne fa fuori 5.

Il momento che sta vivendo la Juventus è tra i più delicati degli ultimi anni, perché le fragilità non riguardano un solo fronte, ma attraversano l’intero progetto. Sul piano sportivo, i risultati avevano iniziato a raccontare una squadra in ripresa, capace di dare finalmente un senso al lavoro impostato da Luciano Spalletti. La continuità, però, resta un problema irrisolto. Bruschi stop, come quello maturato contro il Lecce, hanno riaperto ferite mai del tutto cicatrizzate e riportato a galla spettri che la tifoseria conosce fin troppo bene: fragilità mentale, difficoltà nel gestire le partite bloccate, incapacità di colpire nei momenti chiave nonostante la mole di gioco prodotta. Parallelamente, il fronte mercato racconta di una Juventus ancora in costruzione. Non è un segreto che i bianconeri debbano intervenire a gennaio, ma non solo in entrata.

La rosa appare lunga, disomogenea, con alcuni profili che rischiano di essere più utili come risorse economiche che come soluzioni tecniche. In questo senso, la necessità di snellire è diventata una priorità, anche per liberare spazio salariale e margini di manovra. Il fatto che il nuovo direttore sportivo, Marco Ottolini, sia arrivato alla Cortinassa soltanto da pochi giorni è un segnale evidente di quanto il cantiere sia ancora aperto. Le decisioni strategiche richiedono tempo, ma il tempo non è una risorsa infinita. La pazienza di Spalletti, in particolare, non lo è. L’allenatore ha bisogno di risposte immediate e ha già tracciato una linea chiara, individuando cinque nomi che, per motivi diversi, possono essere sacrificati senza compromettere l’ossatura della squadra.

Non solo David, Spalletti ne fa fuori altri quattro

Il caso più emblematico è quello di Jonathan David. Arrivato la scorsa estate a parametro zero con un curriculum pesante – oltre 100 gol segnati nei cinque anni precedenti – l’attaccante canadese sta vivendo una stagione complicata. In Serie A ha collezionato 17 presenze, con 1 solo gol e 2 assist in 736 minuti, numeri lontani dalle aspettative di un centravanti chiamato a fare la differenza. Meglio il rendimento in Champions League, con 2 gol in 6 presenze, ma non abbastanza per placare i dubbi. L’ambiente è sempre più critico e una cessione, anche per evitare un deprezzamento, non è più un tabù. Tra i nomi valutati in uscita c’è anche Andrea Cambiaso. In campionato ha messo insieme 15 presenze, 1 gol e 2 assist, con 1.179 minuti giocati. Il suo rendimento è stato altalenante: prezioso quando spinge e dà ampiezza, meno incisivo nei momenti di difficoltà. Le voci di mercato, soprattutto dall’estero, restano vive e una sua cessione potrebbe garantire un incasso importante.

Jonathan David

Non solo David, Spalletti ne fa fuori altri quattro – Sportface.it (screen Youtube)

Situazione diversa per Federico Gatti, che ha totalizzato 10 presenze in Serie A, 1 gol e 781 minuti. Difensore fisico e combattivo, ma non sempre impeccabile nella lettura delle situazioni, è considerato sacrificabile se arrivasse un’offerta congrua (qui c’è forte il Milan), soprattutto in ottica di ristrutturazione del reparto. Poi c’è Manuel Locatelli, uno dei nomi più divisivi. 17 presenze in campionato, 0 gol e 0 assist in 1.348 minuti raccontano di un centrocampista ordinato, ma poco incisivo. Spalletti ne apprezza l’affidabilità, ma non lo considera intoccabile se il mercato offrisse alternative più funzionali. Infine Joao Mario, rimasto ai margini con un utilizzo minimo (una presenza in Coppa Italia, 16 minuti). Il suo nome è tra i primi sulla lista dei partenti, perché fuori dalle rotazioni e con margini di valorizzazione altrove. Cinque nomi, cinque storie diverse, ma un unico filo conduttore: la Juventus deve scegliere in fretta. Perché il progetto è ancora incompleto e Spalletti non può più aspettare.

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