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Conte non se lo aspettava, tradimento McTominay: vuole tornare a casa

Antonio Conte
Conte non se lo aspettava, tradimento McTominay: vuole tornare a casa - Sportface.it (screen Youtube)

Con l’assenza di De Bruyne e Anguissa è stato McTominay a tenere in piedi la baracca nel centrocampo del Napoli. Questa centralità però potrebbe non bastare.

Nel momento più delicato della stagione, il Napoli ha trovato una certezza granitica attorno a cui costruire equilibrio e continuità. Il successo contro la Cremonese, arrivato pochi giorni dopo la vittoria della Supercoppa Italiana, ha confermato come la squadra di Antonio Conte abbia interiorizzato una nuova identità: pragmatica, intensa, verticale. In questo contesto, la figura di Scott McTominay è diventata centrale, quasi imprescindibile. Lo scozzese, arrivato nell’estate 2024, ha trovato a Napoli il miglior periodo della sua carriera.

I numeri raccontano una crescita netta: nella stagione 2024/25 ha chiuso con 13 gol complessivi tra campionato e coppe, diventando il MVP della Serie A e uno dei protagonisti dello scudetto. Nel campionato in corso, nonostante un reparto falcidiato dagli infortuni – fuori De Bruyne e Anguissa – McTominay continua a garantire rendimento e leadership: 2 gol e 2 assist in Serie A, oltre 1.100 minuti giocati, una precisione di passaggio superiore all’85% e una media di oltre 6 duelli vinti a partita.

Conte lo utilizza come perno totale: mezzala d’inserimento, equilibratore in fase difensiva, primo uomo a rompere le linee. In un Napoli che ha dovuto reinventarsi per le assenze pesanti, McTominay è diventato il punto di riferimento tecnico ed emotivo dello spogliatoio. Non è un caso che, nei momenti di difficoltà, il pallone passi sempre dai suoi piedi. La sua “rinascita” italiana non è solo una questione di numeri, ma di ruolo e centralità: Napoli gli ha dato ciò che a Manchester stava progressivamente perdendo, ovvero fiducia totale e responsabilità. Ma è proprio questa esplosione definitiva, però, ad aver acceso nuovi riflettori attorno al suo futuro.

Ritorno in Premier per McTominay? La tentazione Manchester United spaventa Conte

Quando un giocatore riesce a esprimersi al massimo livello, è inevitabile che attiri attenzioni. E McTominay, oggi, è tornato a essere uno dei centrocampisti più completi d’Europa. Dall’Inghilterra, infatti, rimbalzano voci sempre più insistenti su un possibile ritorno in Manchester United, club con cui lo scozzese ha un legame profondo: 255 presenze, un percorso iniziato nelle giovanili e culminato in anni da titolare affidabile, prima di un lento ridimensionamento che lo aveva spinto a cambiare aria. Il contesto, oggi, è però radicalmente diverso.

McTominay non è più un comprimario: il suo valore di mercato è salito fino a 45 milioni di euro, il doppio rispetto alla cifra investita dal Napoli. In Premier League diversi club osservano con attenzione – Tottenham, Newcastle, persino Barcellona – ma la suggestione più forte resta Old Trafford. Una “porta non del tutto chiusa” anche per la necessità dello United di ritrovare identità e leadership a centrocampo.

McTominay

Ritorno in Premier per McTominay? La tentazione Manchester United spaventa Conte – Sportface.it (screen Youtube)

Eppure, lo stesso McTominay ha più volte spento i rumors. Le sue parole, pronunciate prima a Sky Sport e poi alla BBC, non lasciano spazio a interpretazioni forzate: “Sono davvero felice a Napoli”. Un’affermazione rafforzata dal racconto umano della sua esperienza: il rapporto con la città, la passione dei tifosi, il sacrificio personale di vivere lontano dalla famiglia. Napoli, per lui, non è stata una parentesi, ma una scelta di crescita.

È vero, l’attenzione costante può diventare soffocante. Ma è anche il prezzo del successo. E oggi McTominay sembra aver trovato un equilibrio raro, protagonista in campo, rispettato fuori, centrale in un progetto vincente. Il mercato può sempre cambiare gli scenari, soprattutto quando si parla di Premier League. Ma se qualcuno vorrà riportarlo via da Napoli, dovrà fare i conti non solo con il club, ma con la convinzione di un giocatore che sotto il Vesuvio ha ritrovato se stesso.

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