Fanno gol con parsimonia, subiscono con parsimonia. Non dispongono di un elevato standard tecnico complessivo, il portiere e la punta centrale militano nella terza categoria britannica, eppure si sono organizzati applicando con rigore l’antico schema del lancio lungo e pedalare: l’Irlanda del Nord calcia in avanti, avanza e attende. Sui duelli aerei, sulle respinte, sui calci da fermo: cerca lì le sue vittorie.
Italia-Irlanda del Nord: chi sono gli irlandesi
Non rappresenta un avversario che spaventa, sia chiaro: nelle eliminatorie ha ottenuto tre successi, due ai danni del Lussemburgo e uno a Belfast ai danni della Slovacchia. Inoltre manca il calciatore migliore, l’ala Conor Bradley del Liverpool, che ha tagliato in due l’Inter in Champions League al San Siro, e il robusto stopper centrale Dan Ballard, titolare in Premier nel Sunderland.
Tuttavia è un gruppo coeso, modesto e robusto. Sotto la guida del selezionatore Michael O’Neill, che da febbraio ricopre pure il ruolo di tecnico del Blackburn in cadetteria, i nordirlandesi hanno imparato a cedere il possesso, che non gestiscono bene come indicano le statistiche sui passaggi completati (soli il 71%), per colpire in profondità negli spazi vuoti. Grazie a questo approccio hanno centrato il secondo posto nel gruppo alle spalle della Germania, cedendo unicamente 1-0 a Belfast e costringendo all’1-1 in trasferta fino al 69° minuto (la gara si è chiusa 3-1 per i tedeschi).
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Lo schema tattico, tutt’altro che spettacolare, poggia su un reparto arretrato a cinque: lo schematizziamo come 3-4-2-1 ma a Bergamo vedremo che è un tradizionale 5-4-1 con linea bassa, tre pilastri arretrati solidi e parecchi elementi dinamici che riforniscono sporadicamente l’isolato Reid, l’unico bomber, in concorrenza con il promettente Marshall, nato nel 2004, di proprietà del West Ham ma ceduto in prestito al Bochum in Bundesliga 2. Nelle ultime quattro uscite, l’Irlanda del Nord ha incassato appena 2 reti.
L’impressione è che basti forzare una sola serratura per irrompere nel forziere della finale. D’altronde O’Neill non altererebbe la strategia nemmeno in caso di svantaggio. Insisterebbe sull’ordine arretrato per capitalizzare, eventualmente, un calcio piazzato o un rimpallo in area. “Tutta la tensione grava sull’Italia – ha dichiarato nel raduno a Liverpool – noi puntiamo a sfruttare la loro agitazione. Non rischiamo nulla“.
Quattro dei convocati per Bergamo erano in campo nel 2021, allorché l’Italia di Mancini si arenò sullo 0-0 a Belfast incappando poi nel dramma macedone. Ma i nordirlandesi ambiscono soprattutto a replicare l’exploit del 1958, quando colpirono l’Italia di Alfredo Foni guadagnandosi la prima Coppa del Mondo: ricorsi storici da evitare.









