Serie B, Gravina: “Giochiamo per non aggiungere danno alla beffa”

Gabriele Gravina Gabriele Gravina - Foto Sportface

“Sulla Serie B abbiamo fatto una riflessione legata alla tutela del valore della competizione sportiva. Al 15 novembre (data della pronuncia del Consiglio di Stato) saranno già state disputate 13 gare del campionato di Serie B e vogliamo rispettare la competizione sportiva: non possiamo aggiungere la beffa al danno, non possiamo essere testardi a prescindere. Quindi auspico che tutti tornino a giocare”. Queste le parole del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, al termine del Consiglio federale odierno a Roma. “Abbiamo fatto una riflessione attenta e partecipata – ha sottolineato il nuovo numero uno del calcio italiano -. Quello che penso sul caos generato in estate è noto e non ho cambiato idea, è tutto scritto anche nelle diffide inviate al commissario. Non bisogna dimenticare che noi abbiamo il dovere di non pensare solo agli interessi specifici, ma ci sono interessi superiori che in questi mesi sono stati trascurati. E io oggi ho ribadito un concetto fondamentale: dobbiamo posizionare al centro i tifosi e dare delle risposte, dimostrando di essere coerenti”.

“Non possiamo però continuare a dire no a prescindere: dobbiamo procedere con senso di responsabilita’ per preservare il valore della competizione sportiva – ha proseguito il numero 1 della Figc -. E’ arrivato il momento di giocare a calcio: credo che l’invito sarà accolto dai responsabili della Lega Pro“. Gravina ha infine spiegato che, appena sarà nota la decisione nel merito del Consiglio di Stato attesa per il 15 novembre, sarà convocato un Consiglio federale “per mettere la parola fine a tutta la vicenda”.

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Nato il 25 giugno 1982, pochi giorni dopo ho deciso di fare il giornalista sportivo guardando la finale di Wimbledon tra Connors e McEnroe e il terzo trionfo Mondiale dell'Italia. Professionista dal 2010, ho lavorato per la Gazzetta dello Sport, Il Tempo e l'agenzia di stampa Italpress. Amo tutti gli sport, soprattutto i più strani