Stop muscolari a ripetizione, rosa mai al completo e continui cambi forzati: gli infortuni stanno condizionando il cammino degli azzurri e aprono interrogativi sulla gestione fisica.
La stagione del Napoli continua a essere segnata da un elemento ormai ricorrente e sempre più preoccupante: l’emergenza infortuni. Un problema che, settimana dopo settimana, ha finito per incidere in modo evidente sul rendimento della squadra, condizionando scelte tecniche, continuità di gioco e, inevitabilmente, risultati.
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L’infermeria azzurra è diventata un luogo fin troppo affollato. Stop muscolari, ricadute, affaticamenti e indisponibilità improvvise hanno colpito giocatori chiave e alternative di valore, costringendo l’allenatore a continui adattamenti tattici e a una gestione spesso forzata delle rotazioni. In alcuni momenti della stagione, il Napoli si è trovato a dover affrontare impegni decisivi con uomini contati, perdendo brillantezza e solidità proprio nei frangenti più delicati.
Se una parte degli infortuni può essere ricondotta alla fisiologica usura di un calendario sempre più congestionato, tra campionato, coppe e impegni ravvicinati, resta però difficile ignorare una certa continuità del problema. La frequenza degli stop solleva interrogativi non solo sulla sfortuna, ma anche sulla preparazione atletica, sulla gestione dei carichi di lavoro e sulle tempistiche di recupero.

1/17/2026 Amir Rrahmani of SSC Napoli injured during the Serie A Enelive match between SSC Napoli vs US Sassuolo Calcio, finale score Napoli wins 1-0 (Photo by Agostino Gemito/Pacific Press/Sipa USA)
Il dato più allarmante è forse l’impatto sulla continuità tecnica: il Napoli fatica a trovare un undici stabile, un’identità che si consolidi nel tempo. Ogni nuova assenza rompe gli equilibri, obbliga a soluzioni d’emergenza e rallenta quel processo di crescita che dovrebbe accompagnare una squadra ambiziosa. Il risultato è un rendimento altalenante, fatto di buone prestazioni isolate e brusche frenate.
In un calcio sempre più esigente dal punto di vista fisico, la gestione degli infortuni è diventata una componente strategica al pari del mercato e delle scelte tattiche. Il Napoli è chiamato a una riflessione profonda: investire in prevenzione, monitoraggio e programmazione atletica non è più un’opzione, ma una necessità.
La speranza dell’ambiente azzurro è che l’emergenza possa rientrare nella fase decisiva della stagione. Perché solo con una rosa al completo, o quantomeno stabile, il Napoli potrà esprimere davvero il proprio potenziale e tornare a competere con continuità ai livelli che tifosi e società si aspettano.









