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Calcio

Quando cadono i grandi: perché l’Italia va avanti in Europa solo con le outsider

Barella a terra in Champions
Nicolo Barella contro il Bodo/Glimt (IPA Agency) - sportface.it

I verdetti europei sono stati sorprendenti per le italiane, ma hanno dato alle spalle delle motivazioni ben precise: cosa è successo

La pagina internazionale si può concludere qui, almeno per il momento e ha lasciato spazio a diverse sorprese nella settimana che è stata attraversata da Champions, Europa e Conference League. È un’Italia a due volti quella che se ne torna mesta nel Bel Paese con le sue big.

Inter e Juventus sono le grandi deluse. Sulla carta, gli impegni contro Bodo/Glimt e Galatasaray potevano essere abbordabili, ma si sono conclusi con due eliminazioni pesanti per il bilancio e i progetti per il futuro.

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Soprattutto i nerazzurri dovranno capire se è il caso di andare avanti con alcuni big, come Thuram e Barella, o se un ciclo europeo è finito e bisognerà guardare ad altri profili. Resta l’amaro in bocca e la necessità di spingere in campionato per non perdere terreno.

Le grandi soddisfazioni con le seconde linee: il paradosso di Atalanta, Bologna e Fiorentina

Considerando che il Napoli era già stato eliminato prima e la Roma era già qualificata, è successo qualcosa di raro per la Serie A.

Praticamente tutte le qualificate sono club che sulla carta non hanno mai avuto grande tradizione e continuità in Europa. Insomma, non si tratta delle big classiche che l’Italia ha sempre mandato avanti.

Bologna in campo

Il Bologna va avanti in Europa League (IPA Agency) – sportface.it

L’Atalanta ha ribaltato il Borussia Dortmund con una grandissima prestazione, Bologna e Fiorentina hanno chiuso le loro pratiche con qualche difficoltà, ma vanno avanti. E questo da un lato è un buon segno: significa che il calcio italiano ha un ventaglio importante di squadre che può impensierire chiunque.

D’altra parte, la caduta degli dei e delle big classiche del nostro calcio è conferma di un impoverimento tecnico che non ci porterà a vincere ancora per molto.

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