Il caos in casa Milan non sembra avere fine: Ralf Rangnick si è stancato di aspettare, ora i rossoneri dovranno cercare altre soluzioni
Ralf Rangnick ha detto basta. L’attesa del Milan lo ha stancato e il tecnico tedesco ha deciso di tirarsi fuori dai giochi rossoneri e concentrarsi esclusivamente sul suo ruolo di ct dell’Austria, che nella notte tra martedì e mercoledì esordirà al Mondiale contro la Giordania. La pista che lo vedeva capo dell’area tecnica rossonera è ufficialmente chiusa.
Ormai sembrava solo questione di tempo, ma le cose sono andate in maniera molto diversa. Il nodo decisivo è stato il controllo totale dell’area tecnica. Rangnick, durante i summit con Cardinale e Ibrahimovic, aveva chiesto autonomia piena.
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Prima sarebbe arrivata la scelta del nuovo allenatore (i primi nomi erano Glasner o Jaissle), poi i suoi collaboratori, su tutti il ds Johannes Spors e Christopher Vivell, fino agli scout e agli allenatori delle giovanili.
Una filosofia calcistica precisa, fatta di pressione e intensità, con tutti a remare nella stessa direzione. Ma il Milan non ha mai dato l’ok definitivo e si è presa tutto il tempo per altri colloqui.
Rangnick andrà avanti con l’Austria: cosa sta succedendo in queste ore
Dal ritiro austriaco a Santa Barbara filtra serenità: il presidente della federcalcio Josef Pröll aveva spiegato di essere “molto ottimista” sul rinnovo fino al 2028.
Rangnick non risponde più alle domande sul Milan e ha ribadito ai dirigenti austriaci la sua intenzione di continuare il progetto dopo il Mondiale.
L’Austria lo vuole e lo fa sentire importante, mentre i rossoneri dopo i colloqui di due settimane fa sono praticamente spariti. Ora bisognerà capire come reagirà il Milan: potrebbero tornare piste italiane per la dirigenza, anche se è più probabile che si continui a lavorare a un progetto estero. Le risposte arriveranno, per forza di cose, nei prossimi giorni.









