Per l’Italia, la trasferta di oggi a Zenica contro la Bosnia non sarà una gara come le altre. È l’ultimo passaggio del play-off che può riportare gli azzurri ai Mondiali a 12 anni dall’ultima partecipazione, oppure condannarlo a un’altra, l’ennesima, esclusione pesantissima.
Il messaggio che arriva dalla FIGC è chiaro: in un momento così delicato, serve compattezza totale. Proprio per questo il presidente Gabriele Gravina ha deciso di coinvolgere i vertici dell’intero movimento calcistico italiano, trasformando la vigilia (e non solo) in una sorta di mobilitazione generale attorno alla Nazionale di Gennaro Gattuso.
Gravina convoca i vertici del calcio italiano
Per accompagnare la squadra in una serata tanto pesante quanto importante, Gravina ha voluto al fianco della Nazionale diversi rappresentanti istituzionali del calcio italiano. A Coverciano, prima della partenza verso Sarajevo, erano presenti il presidente della Lega B Paolo Bedin, quello della Lega Pro Matteo Marani, il numero uno della Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete e il presidente dell’AIC, nonché vicepresidente vicario della FIGC, Umberto Calcagno.
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Un segnale preciso: davanti a una partita così decisiva, il calcio italiano prova a mostrarsi unito, senza divisioni di categorie e di ruolo.
Da Coverciano allo stadio, il fronte comune si allarga
La presenza istituzionale, però, non si fermerà alla sola vigilia. Nella giornata della partita raggiungeranno il gruppo anche il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli e l’amministratore delegato Luigi De Siervo. Secondo quanto riportato dai colleghi di TMW, sugli spalti saranno presenti anche alunni presidenti di club di Serie A, tra cui, Giuseppe Marotta (Inter) e Tommaso Giulini (Cagliari).
In sostanza, attorno all’Italia si sta costruendo un fronte comune che punta a dare peso simbolico a una notte già di per sé enorme. Perché a Zenica non si gioca solo una qualifica, ma una parte importante della credibilità dell’intero sistema calcio italiano.










